7 luglio 2010

Boicottiamo l’Omsa!

Durante la seduta del consiglio comunale del 24 giugno scorso, è stato approvato dalla maggioranza (con il voto contrario del PDL – assenti i consiglieri del PRI e della Lega Nord), l’Ordine del giorno “PER IL DIRITTO AL LAVORO, PER LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI”, presentato dall’Italia dei Valori.

Quest’ordine del giorno fa parte di una serie di iniziative, promosse dall’Italia dei Valori, a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Omsa, per sensibilizzare i cittadini sullo scempio che l’azienda del Gruppo Golden Lady sta mettendo in atto a danno dei dipendenti e di tutta la comunità faentina e ravennate.

Fulcro della nostra azione è la campagna di boicottaggio dei prodotti Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa, alla quale hanno già aderito Adusbef e Federconsumatori.

La Omsa di Faenza non è altro che un esempio di come alcuni imprenditori stanno affrontando la crisi avviando vere e proprie speculazioni. Pertanto, non è più solo una questione della cittadina o della provincia ravennate.

E’ nostro dovere assicurare a queste donne e questi uomini il massimo sostegno a tutti i livelli, condividendo il grande impegno civico, prima ancora che politico, che questa azione rappresenta.

Il dovere della politica, infatti, è quello di stare al fianco dei più deboli e di difendere i loro diritti quando questi vengono calpestati, cercando risposte credibili ed efficaci che, attraverso azioni mirate, inchiodino alle loro responsabilità quegli imprenditori senza scrupoli che, in nome del profitto, non si curano delle conseguenze, in termini di costi sociali, delle loro azioni.

Gianni Bosi,
Capogruppo IdV Cervia

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7 luglio 2010

Banda larga: in Finlandia sarà per tutti dal 2015!

Il governo finlandese ha stabilito che l’accesso ad internet ad alta velocità deve essere un diritto civile garantito a tutti i cittadini e ha stabilito che entro il 2015 gli operatori del Paese dovranno fornire connessioni da 100 megabit al secondo a tutta la popolazione. Si tratta di un salto di qualità e di un investimento deciso sulla banda larga da parte di uno Stato che è da tempo all’avanguardia nell’economia digitale.
L’Italia invece è in forte ritardo, un ritardo decisamente pesante, rispetto al quale ci vuole un vero e proprio cambio di rotta. Dubitiamo però che ciò possa accadere con questo governo, dal momento che ancora oggi non ha una piena coscienza del problema.

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