5 agosto 2010

Sulle discoteche in spiaggia

Durante la seduta del consiglio comunale del 28 luglio scorso, fra i punti da trattare c’era un Ordine del giorno del PDL sulle “Discoteche in spiaggia” che, all’ultimo, non è stato discusso poiché il capogruppo del PDL ha deciso di ritirarlo.

Noi dell’Italia dei Valori avremmo preferito discuterlo, per poter esprimere la nostra posizione su questo argomento anche in sede consigliare; ciò non toglie che possiamo esprimerla lo stesso qui, sul nostro sito.

Ebbene, anche noi dell’IdV di Cervia siamo contrari alle “discoteche in spiaggia”, contrari però non in senso assoluto, ma in riferimento alla nostra realtà turistica locale. Infatti questo tipo di intrattenimenti, trapiantati da noi, nel tempo, da luoghi per il divertimento “trendy” per i giovani, si sono trasformati in caravanserragli per alcolisti e disadattati, fonte di disturbo per la quiete pubblica, e potenziale pericolo per l’incolumità della popolazione e la sicurezza urbana: come testimonia ciò che accadde durante il ferragosto dell’anno scorso, nei dintorni della III Traversa di Milano Marittima.

Ma, poiché non è possibile proibire del tutto questo genere di intrattenimenti, – non è possibile e non sarebbe neanche giusto nei confronti di quegli stabilimenti balneari che hanno saputo autoregolamentarsi, riuscendo a coniugare il business con la qualità dell’offerta turistica e con il rispetto dell’ambiente sociale e culturale – si possono, tuttavia, porre dei freni per depotenziarne sensibilmente la portata nociva.

Freni come, ad esempio, la riduzione del numero e della potenza dei diffusori acustici e il loro collegamento a fonometri di monitoraggio, la limitazione del numero di feste per stagione, il divieto di allestire palchi e pedane, la proibizione dei vocalist, l’obbligo di accertamento, in concomitanza con l’aumento del numero di diffusori, della rispondenza dei luoghi di intrattenimento ai criteri normativi di prevenzione e sicurezza.

Tutto questo fa parte dell’ordinanza nr. 111 del sindaco che, appunto, va nella direzione di disincentivare quegli intrattenimenti balneari a forte connotazione “discotecara”.

Un capitolo a parte merita il discorso riguardante la Commissione tecnica comunale di pubblico spettacolo sulla quale, a suo tempo, noi dell’IdV ci siamo espressi favorevolmente, ritenendola un valido strumento di controllo e prevenzione. Il sindaco, successivamente, ha ritenuto opportuno sostituirla con uno strumento similare ma burocraticamente più snello: anche se per noi la prima versione dell’ordinanza rimane quella migliore, questa modifica non ci ha visti contrari poiché non ha comportato stravolgimenti di carattere sostanziale.

Ora, però, il Senato ha approvato in via definitiva il Ddl concernente “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, il quale, all’art. 54 comma 2-quinquies, stabilisce che “per lo svolgimento delle forme di intrattenimento di cui al presente comma non si applica l’articolo 80 del citato testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931”. Ciò significa che gli stabilimenti balneari potranno fare feste senza l’obbligo del nulla osta da parte della Commissione di pubblico spettacolo, il cui ruolo è quello di accertare la solidità e la sicurezza dei luoghi di intrattenimento e l’esistenza di uscite adatte in caso di incendio.
Questo Ddl, inoltre, conferisce la possibilità di effettuare happy hour tutti i giorni della settimana, purché dalle 17:00 alle 20:00.

Rimane, comunque, il fatto che le amministrazioni comunali mantengono intatte le loro competenze a regolamentare questo tipo di attività sul territorio: facoltà che non è mai venuta meno nonostante ciò che alcuni hanno voluto e vogliono far credere.

In conclusione, noi dell’IdV auspichiamo che l’ordinanza in vigore, congiuntamente all’attuazione di tutte quelle azioni di controllo e prevenzione per contrastare l’alcolismo, abbia un esito positivo: lo si potrà verificare a fine estate.

Nel frattempo, è nostro dovere tenere desta l’attenzione.

Gianni Bosi,
Capogruppo IdV Cervia

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