27 gennaio 2012

27 Gennaio: Giornata Nazionale della Memoria

 

Tramite le numerose attività svolte sul territorio nel periodo che precedere la Giornata della Memoria si vuole rimarcare l’importanza della celebrazione di questa ricorrenza, sia a livello nazionale che locale, e soprattutto nelle scuole.

         Le iniziative in programma hanno la finalità di non far dimenticare le sofferenze che si verificarono nei campi di lavoro e di sterminio, e per scegliere di evitarne nuove oggi nei confronti di altri popoli e di altre persone in qualsiasi parte del Mondo.  

         Insieme alle attività portate avanti in questa giornata, è altresì importante comunicare sempre alle giovani generazioni un principio universale che va oltre le singole ideologie, ovvero che: “chi non conosce il passato è condannato a ripeterlo”. In continuità con questo è importante ricordare le parole di Hannan Arendt, filosofa del Novecento di origine ebraica, che ha dedicato numerose opere all’antisemitismo e soprattutto al tema della memoria collegato alla natura del male insito nella natura umana:

  “Sono certa che i peggiori crimini cui ci è dato assistere non si devono a persone capaci di guardarsi allo specchio e incapaci di dimenticare. Al contrario, i peggiori malfattori sono coloro che non ricordano, semplicemente perché non hanno mai pensato e, senza ricordi, niente e nessuno può trattenerli dal fare ciò che fanno. Per gli esseri umani, persare a cose passate significa muoversi nella dimensione della profondità, mettere radici e acquisire stabilità. Il peggior male non è dunque il male radicale, ma è un male senza radici. E proprio per questo non conosce limiti, per questo può raggiungere vertici impensabili, macchiando il mondo intero.”

Mai come oggi queste parole risuonano attuali tramite i casi di cronaca e azioni di intolleranza verso “gli altri”. Farne memoria affinchè non si ripetano è il primo passo per un mondo di pace e tolleranza.

 

Michela Bianchi

Assessore all’Immigrazione e Pace e Cooperazione

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23 gennaio 2012

IDV partecipa alla campagna “L’Italia sono anch’io”

“Italia dei Valori Emilia-Romagna aderisce alla Campagna Nazionale “L’Italia sono anch’io”. Con queste parole la capogruppo in consiglio regionale, Liana Barbati, ha espresso il proprio favore nei confronti della proposta di legge di iniziativa popolare sulla “riforma della legge sulla cittadinanza” e il “diritto di voto agli stranieri”.
“Idv – prosegue Barbati – è da sempre vicina ai cittadini stranieri e con il proprio voto (martedì scorso in regione) ha ribadito l’importanza del rispetto per i diritti di tutti coloro che sono nati e cresciuti sul nostro territorio, che parlano l’italiano come prima lingua, che conseguono tutti i titoli di studio richiesti, che pagano tasse e contributi e poi non godono del diritto di voto poiché non considerati “cittadini italiani”.
In Emilia Romagna il fenomeno dell’immigrazione coinvolge 460 mila persone, di cui il 13,5% sono bambini e quasi sempre risultano ben inseriti nel tessuto economico e sociale della nostra Regione.
“Per questo – conclude Barbati – i consiglieri regionali hanno ritenuto di “invitare il Parlamento a riprendere al più presto l’iter di revisione del diritto di cittadinanza”.

Articolo tratto da: sito IDV Emilia Romagna

Vi ricordiamo che anche IDV Cervia ha aderito alla campagna “L’Italia sono anch’io”, rendendosi disponibile a collaborare, assieme al Comitato cittadino, ai banchetti di raccolta firme e alle iniziative collegate alla promozione delle due leggi d’iniziativa popolare per la cittadinanza e il diritto al voto agli stranieri. Chi è interessato a collaborare con noi può contattarci scrivendo a segreteria@idvcervia.com o telefonando al nr. 333 6760908.

Grazie.

Francesca Piraccini, Referente comunale IDV Cervia

Link collegati:

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17 gennaio 2012

Adesione di IDV Cervia alla campagna “L’Italia sono anch’io”

Cervia, Comunicato stampa del 17/01/2012

L’Italia dei Valori di Cervia aderisce alla campagna nazionale per il diritto alla cittadinanza “L’Italia sono anch’io“, che prevede una raccolta firme per la presentazione in Parlamento di due proposte di legge d’iniziativa popolare.

Una proposta mira a riformare la normativa sulla cittadinanza affinché i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari, o coloro che frequentano un corso scolastico qui da noi, possano essere cittadini italiani; l’altra proposta è finalizzata a riconoscere ai migranti regolari, dopo 5 anni di permanenza in Italia, il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.

L’obiettivo finale di questa iniziativa, in rispetto all’Art. 3 della nostra Costituzione, è quello di contribuire a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al pieno raggiungimento dell’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia.

Accelerando, con leggi di civiltà e democrazia come queste, un processo d’integrazione fra cittadini italiani e comunità straniere presenti stabilmente nelle nostre città, si farebbe un passo in avanti nella costruzione di un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza, contribuendo così a contrastare fenomeni di razzismo e xenofobia.

Inoltre, in vista del 27 gennaio, Giorno della Memoria, è questo un modo concreto per onorare le vittime dell’Olocausto, uno sterminio originato dall’ideologia razzista dei regimi nazisti e fascisti.

A Cervia, in viale Roma nei pressi della “Coop”, a partire da giovedì prossimo, saremo presenti alla mattina con banchetti di raccolta firme e volantinaggio informativo. Per informazioni sugli altri appuntamenti: www.idvcervia.com

Francesca Piraccini

Referente Comunale IDV Cervia

Per approfondimenti:

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22 novembre 2011

14 leggi per una società più equa

le 14 leggi europee migliori per le donne

Il 25 novembre si avvicina a grandi passi e come ogni anno si celebra la giornata per combattere la violenza sulle donne. Di solito convegni e seminari si concentrano sul fenomeno specifico, per denunciare e portare alla luce tutto ciò che non sempre l’informazione ufficiale rivela. Noi donne di Italia dei Valori abbiamo pensato stavolta di fare un passo avanti e ci siamo chieste che cosa possiamo realizzare concretamente per combattere la discriminazione e quindi la violenza e la prevaricazione: nello spirito dei valori che professiamo, abbiamo ritenuto che solo la legge e la sua corretta applicazione può dare alle donne gli strumenti adatti a combattere questa battaglia ogni giorno, in qualunque contesto.

Italia dei Valori, che in Europa è parte dell’ELDR (liberaldemocratici), ha appoggiato e promosso la ricerca condotta dall’associazione francese “Choisir la Cause des Femmes”: siamo orgogliosi di sottolineare che siamo l’unico partito in Italia ad essersi fatto portavoce di questo importante momento di confronto con i Paesi Europei al fine di identificare quali leggi hanno permesso alle donne di superare le storiche barriere imposte dalla società maschilista alla partecipazione e alla cogestione della vita pubblica. E’ con questa ricerca che sono state identificate le 14 leggi migliori nel campo della procreazione, della gestione familiare, del lavoro, della politica e del contrasto alla violenza. Quattordici leggi, dalla Spagna alla Lituania, ma nemmeno una italiana. Ragione in più per sfruttare questo momento di riflessione e di confronto con il fine di avviare una “copia virtuosa” e gettare anche in Italia le basi per una società più equa e meglio rappresentata.

Dunque noi donne IDV celebreremo questa giornata con un incontro a Bologna alle ore 18,30 nella sede provinciale del partito in via delle Casse 4C. Sarà con noi la senatrice Giuliana Carlino che si è impegnata personalmente a portare in tutta Italia i contenuti della ricerca; la senatrice verrà coadiuvata da Frida Alberti, Presidente di A.R.PA, l’associazione nata per il raggiungimento della parità di genere (http://arparita.blogspot.com/); abbiamo invitato anche Franco Grillini che, oltre ad essere Consigliere Regionale di IDV in Emilia-Romagna, è anche il nostro responsabile nazionale del Dipartimento Diritti Civili; ci avvarremo inoltre della collaborazione e dell’esperienza di Giuseppe De Biasi, assessore della Provincia di Bologna con delega al Lavoro, all’Istruzione e alla Formazione. A completare il tavolo sarà nostra gradita ospite la Onlus ViaLibera (http://www.vialiberaonlus.it/) che a Bologna si occupa di assistere e aiutare le vittime della prostituzione: i loro racconti fanno venire i brividi ma servono a capire meglio la realtà intorno a noi e perciò li ringraziamo di cuore di aver accolto il nostro invito. Venerdì sera saranno rappresentate dalla Presidente Aurelia Perini.

Al termine dell’incontro offriremo ai presenti un aperitivo solidale, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore di ViaLibera: anche un solo euro, che per ognuno di noi corrisponde ad un caffè, è importante per permettere a questo gruppo di donne e uomini di proseguire la loro missione.

E grazie all’impegno quotidiano di tutte e di tutti speriamo che presto si possa celebrare la Giornata Mondiale della Raggiunta Parità di Genere.

Carmela Brunetti

Coordinatrice Donne Regione Emilia-Romagna

Clicca per ingrandire le immagini sottostanti della brochure dell’incontro del 25 Novembre.

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7 marzo 2011

La mimosa non ci basta più

«Una donna libera è il contrario di una donna leggera.» (Simone de Beauvoir)

Durante la “Giornata internazionale della donna“, la mattina di martedì 8 marzo, saremo presenti con un nostro banchetto a Cervia, in viale Roma (nei pressi della “Coop”). Per l’occasione, distribuiremo un volantino informativo per far conoscere le proposte legislative di IDV sulle politiche di genere.

Venite assieme a noi a dire “la mimosa non ci basta più!”

Segreteria IDV Cervia

 

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24 dicembre 2010

Approvato a Cervia il Registro dei Testamenti Biologici

(immagine di MAUS)

Durante la seduta del consiglio comunale di ieri, giovedì 23 dicembre, è stata approvata l’istituzione del “Registro dei Testamenti Biologici”. Pubblichiamo di seguito l’intervento e dichiarazione di voto del capogruppo IDV, Gianni Bosi:

“Su questo tema è inequivocabile che, da un lato, manca un’apposita norma di legge che regolamenti questa materia, dall’altro, abbiamo una domanda sociale crescente. A tal proposito ricordo che a Cervia è stata depositata una petizione popolare, promossa da Sinistra Ecologia e Libertà, per richiedere l’istituzione del registro anche nel nostro Comune.

Quindi, in mancanza di una legge nazionale in materia, la ragione per la quale l’Amministrazione comunale ha deciso di istituire il Registro del Testamento biologico nasce dall’esigenza di dare risposta ad un’istanza dei cittadini non più rimandabile e che già trova fondamento nella giurisprudenza.

Infatti:

- L’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

- L’art. 3 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea riconosce come diritto fondamentale del cittadino, accanto al diritto all’integrità fisica e psichica, il diritto del paziente al consenso informato in tutte le procedure sanitarie.

- La Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina di Oviedo del 1997, ratificata dall’Italia nel 2001, stabilisce che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”.

Istituendo questo registro, quindi, non si vuole togliere né imporre niente a nessuno ma, semplicemente, si vuole dare una possibilità a quei cittadini che, al momento, vedono negato il loro diritto al rispetto delle loro volontà.

Chissà che, sull’onda della volontà popolare, finalmente non sopraggiunga una legge apposita, come è accaduto in Germania: lì da pochi mesi c’è una legge, ma, nel corso degli anni, erano già stati stilati in un database ben otto milioni di testamenti biologici.

Pertanto noi dell’Italia dei Valori esprimiamo un voto favorevole.”

Gianni Bosi, Capogruppo IDV Cervia

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5 novembre 2010

BERLUSCONI SUI GAY? SUO POSTO BETTOLA NON P.CHIGI

CASO RUBY: DI PIETRO, BERLUSCONI SU GAY? SUO POSTO BETTOLA NON P.CHIGI =  (ASCA) – Roma, 2 nov – ”Il posto ideale per Berlusconi non e’ certo palazzo Chigi ma una bettola di periferia. Oggi, infatti, abbiamo avuto l’ennesima prova dell’inadeguatezza del signor Silvio Berlusconi a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Italia dei Valori, onorevole Antonio Di Pietro, commentando la battuta del Presidente del Consiglio sui gay.    ”Berlusconi vive ancora nell’eta’ della pietra, anzi, e’ peggio: vive nell’era delle discriminazioni razziali, sessuali, etniche e religiose. Bisognerebbe ricordargli che, nel frattempo, il nostro Paese ha ratificato il trattato di Lisbona – aggiunge Di Pietro – che ha riconosciuto il diritto alla non discriminazione basata anche sull’orientamento sessuale. Essere gay e’ solo un diverso modo dell’essere e non una condizione di cui vergognarsi”.

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8 marzo 2010

Non ditelo con i fiori

«Ecco del rosmarino; è per memoria.
Non ti scordare, amore;
e qui le viole, per i tuoi pensieri.
Ecco per te il finocchio, e le verbene,
e la ruta, ed un poco anche per me:
la possiamo chiamare l’erba grazia
della domenica; ma la tua ruta
devi portarla addosso in altro modo…
Ecco una margherita… E le violette
ti vorrei dare, ma appassiron tutte
quando morì mio padre.
»

(da: “Amleto”- Atto IV scena V – di William Shakespeare)

Fu con questi fiori che Ofelia, dolce fanciulla dal tragico destino, disse ciò che andava taciuto. Tutto un erbario di simbolismi per chiedere al fratello di rinunciare alla vendetta [viola del pensiero] e di ricordarsi dell’affetto del padre e della sorella [rosmarino], per rinfacciare al re la sua infedeltà [verbena] e la sua stoltezza sensibile alle lusinghe [finocchio], per biasimare l’adulterio della regina [ruta], per manifestare il proprio pentimento e dolore [ruta], per dire che l’innocenza e i sentimenti più puri [margherita e viola] erano svaniti per sempre…

E, come Ofelia, quante donne sono state, e sono tutt’ora, costrette a racchiudere e nascondere sé stesse e la loro triste realtà all’interno di sembianze esteticamente, e quindi eticamente, accettabili? Quante, inconsapevolmente, costrette a diventare la proiezione dell’immaginario e del desiderio altrui? perennemente ingabbiate dentro minuscole scarpette di cristallo per poter essere, al fine, prescelte (ma per cosa?).

A te, Ofelia, il mio rametto di mimose.

Francesca Piraccini

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2 dicembre 2009

A guardare l’alba spuntare…

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Photo credit: lazy_lobster from morguefile.com

“La civiltà di un paese non si vede dalla libertà che una donna ha di andare per strada di notte quanto un uomo: non ci sarebbe paese civile al mondo.” (Aldo Busi in “Manuale della perfetta Gentildonna”)

È notizia di questi giorni che, a Cervia, i carabinieri hanno arrestato il presunto molestatore di una ragazza diciassettenne. Prima dell’arresto, da parte dell’amministrazione comunale e dei partiti, non sono mancati i messaggi di solidarietà alla ragazza per l’abuso subito e, dopo l’arresto, i complimenti alle forze dell’ordine per la pronta cattura. Si è detto anche che Cervia è una città “sicura ed estranea a tali episodi ”, ed è vero, per fortuna questo tipo di violenza non è all’ordine del giorno nelle cronache locali, lo sta a dimostrare il fatto che la cittadinanza non ha accolto con indifferenza, o rassegnazione, la notizia, anzi c’è stato allarme e preoccupazione. E questo è senza dubbio un fatto positivo che ci fa onore.

A partire da questo episodio, piuttosto che formulare le classiche frasi di rito che si scrivono da sole, vorrei fare una considerazione più ampia.

Forse gli uomini non lo sanno, ma, prima che spunti il giorno, lo “spettro” di un molestatore appostato dietro l’angolo accompagna da sempre le donne che camminano, da sole, per strade deserte. Che poi questo “spettro” si concretizzi in una figura in carne ed ossa, come purtroppo è capitato alla ragazza cervese, è una questione successiva, come un incubo che si avvera.

Da sempre l’ombra del maniaco perseguita le donne, tutte le donne, è un timore alloggiato permanentemente fin dentro l’inconscio, e non c’è “cattura” che ce ne liberi, non c’è “città sicura” che tenga. In questo, come scrive Aldo Busi nella frase che ho citato all’inizio, non c’è paese al mondo che può dirsi civile.

Quella di subire violenza “senza alcun perché”, a parte il semplice fatto di appartenere ad una categoria di persone, è una paura che accomuna le donne, ma anche gli omosessuali, gli handicappati, e tutti coloro che, per vari motivi legati alla loro natura, sono fatti bersaglio da una cultura maschilista, machista, oscurantista, e quindi misogina, omofoba e fascista.

A tal riguardo, bene ha detto l’On. Silvana Mura il 25 novembre scorso, durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne: “la risposta sta nel fatto che la violenza e le discriminazioni sulle donne si combattono certamente sul piano della sicurezza, ma anche e soprattutto dal punto di vista sociale e culturale. Se non si crea una cultura radicata e praticata delle pari opportunità continueranno a esistere e ad aumentare le discriminazioni, le molestie e le violenze”.

Sempre Aldo Busi scrive: “Se mi sforzo di formulare un pensiero di vera civiltà, vedo una donna che si alza alle quattro di mattina e se ne va indisturbata, attraversando un centro o una periferia, su una collina, sull’argine di un fiume, a guardare l’alba spuntare e che non si aspetta nient’altro di ciò che accade al sole ogni giorno e ignora tutto di quanto può aspettarsi dagli uomini da un momento all’altro.”

Vedremo mai, un giorno, spuntare l’alba di questa vera civiltà?

Francesca Piraccini

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