Tramite le numerose attività svolte sul territorio nel periodo che precedere la Giornata della Memoria si vuole rimarcare l’importanza della celebrazione di questa ricorrenza, sia a livello nazionale che locale, e soprattutto nelle scuole.
Le iniziative in programma hanno la finalità di non far dimenticare le sofferenze che si verificarono nei campi di lavoro e di sterminio, e per scegliere di evitarne nuove oggi nei confronti di altri popoli e di altre persone in qualsiasi parte del Mondo.
Insieme alle attività portate avanti in questa giornata, è altresì importante comunicare sempre alle giovani generazioni un principio universale che va oltre le singole ideologie, ovvero che: “chi non conosce il passato è condannato a ripeterlo”. In continuità con questo è importante ricordare le parole di Hannan Arendt, filosofa del Novecento di origine ebraica, che ha dedicato numerose opere all’antisemitismo e soprattutto al tema della memoria collegato alla natura del male insito nella natura umana:
“Sono certa che i peggiori crimini cui ci è dato assistere non si devono a persone capaci di guardarsi allo specchio e incapaci di dimenticare. Al contrario, i peggiori malfattori sono coloro che non ricordano, semplicemente perché non hanno mai pensato e, senza ricordi, niente e nessuno può trattenerli dal fare ciò che fanno. Per gli esseri umani, persare a cose passate significa muoversi nella dimensione della profondità, mettere radici e acquisire stabilità. Il peggior male non è dunque il male radicale, ma è un male senza radici. E proprio per questo non conosce limiti, per questo può raggiungere vertici impensabili, macchiando il mondo intero.”
Mai come oggi queste parole risuonano attuali tramite i casi di cronaca e azioni di intolleranza verso “gli altri”. Farne memoria affinchè non si ripetano è il primo passo per un mondo di pace e tolleranza.
Appello dell’associazionismo italiano contro le violenze del regime di Gheddafi.
C’è una Italia che si riconosce nella lezione di coraggio e dignità che arriva dal mondo arabo. Il profumo dei gelsomini arriva anche nel nostro paese, anche nelle barche piene di giovani con la loro domanda di futuro. Il messaggio che porta con sé ci dice che non è obbligatorio subire il furto di futuro, il sequestro della democrazia, né la fame di pane, lavoro e libertà. [...]
Per continuare a leggere l’appello e sottoscriverlo clicca QUI.
“Tutti dovrebbero rallegrarsi della nuova amicizia tra Italia e Libia sancita dal Trattato di Bengasi: è stata chiusa una ferita ed è iniziata una vita nuova”. Indovinate di chi sono queste parole? Ma del nostro premier Silvio Berlusconi, naturalmente. Era il 30 agosto e i due cenavano allegramente insieme. Berlusconi cantò anche una canzone… Oggi, invece, Gheddafi massacra il suo stesso popolo e fino a pochi giorni fa Berlusconi non voleva ‘disturbarlo’. ‘Disturbarlo’, Lo sdegno della comunità internazionale, le parole del presidente della Repubblica e le pressioni delle opposizioni, hanno costretto anche Berlusconi ed il governo italiano a condannare il dittatore libico. D’altronde, come si fa a condannare un amico? Il feroce Gheddafi, infatti, è qualcosa di più di un capo di stato estero con cui l’Italia ha rapporti diplomatici. E’ l’inventore del Bunga Bunga (così dice Ruby Rubacuori, la nipote di Mubarak), un maestro di vita, altro che dittatore… Ed è anche un modello politico perché da quarant’anni tiene in pungo il suo paese. La rivolta in Libia è la cartina al tornasole della nostra inconsistenza sul palcoscenico internazionale. Abbiamo accolto Gheddafi come fosse il più grande statista del mondo, gli abbiamo concesso di accamparsi nel centro di Roma e di fare i suoi show offensivi senza fiatare, anzi…, ma soprattutto gli abbiamo dato un mare di soldi, cinque miliardi di dollari, per la firma del trattato Italia Libia*, e ci siamo fatti garanti della Libia presso l’Unione Europea ed abbiamo taciuto sulla drammatica situazione dei diritti umani in Libia. Errori su errori. I flussi migratori verso l’Italia non si sono fermati, ma proseguono ad ondate e ieri, addirittura, il dittatore di Tripoli nel suo folle discorso ha accusato l’Italia di armare i rivoltosi. Diciamoci la verità, il governo Berlusconi ha fatto precipitare il prestigio ed il peso internazionale dell’Italia. Non contiamo più nulla, neanche nello scacchiere mediterraneo, dove, fino a qualche anno fa, eravamo fondamentali. Anche per questo bisogna mandare a casa Berlusconi, l’amico dei dittatori sanguinari. proprio così’. Come quando non si chiama un amico che sta riposando perché ha fatto tardi la sera…
*Clicca QUI per vedere come hanno votato i gruppi alla Camera.
Un passo in più, a Cervia, per la tutela e il rispetto della piena dignità delle persone: infatti da pochi giorni è on line, sul sito del Comune di Cervia, la modulistica per l’iscrizione nel Registro comunale dei testamenti biologici, istituito con delibera di Consiglio Comunale n. 82 del 23 dicembre 2010. Potete trovarla cliccando QUI.
Ancora una volta, grazie a Berlusconi ed ai suoi alleati di Governo, LEGA NORD, paladini combattenti, strenui difensori del cattolicesimo, contro gli atei comunisti, assistiamo increduli in questi giorni insieme all’Italia intera allo spettacolo surreale di una nazione democratica che, in un’ottica di bieco affarismo, si umilia e trasforma la propria capitale in un grottesco circo al fine di assecondare i capricci deliranti di un dittatore stratega del terrorismo e sfacciato promotore dell’Islam, come Muammar Gheddafi.
Sorvolando sulla pagliacciata islamico-beduina che il Comandante inscena ogni volta che viene in visita nel Bel Paese, non si può invece rimanere indifferenti di fronte ai vaneggiamenti di quest’ultimo: – “L’Islam deve diventare la religione di tutta l’Europa. Italiane, convertitevi. Venite a Tripoli e sposate i miei uomini.” – Frasi che pesano come macigni se pronunciate all’interno della capitale del cattolicesimo mentre l’Europa intera è mobilitata da mesi per salvare la vita di una donna islamica che rischia la lapidazione dopo avere avuto un figlio fuori dal matrimonio.
Nessun’altra diplomazia occidentale avrebbe tollerato un’umiliazione di questo tipo nei confronti delle nostre radici cristiane e nei confronti delle donne.
Ma il nostro Pio presidente del consiglio e il suo primo alleato, la Lega Nord, sempre pronta a sgozzare un maiale per contaminare la terra destinata alla costruzione di una moschea, trovano normale tutto questo e si prostrano a baciare l’anello del dittatore africano.
Noi dell’Italia dei Valori chiediamo maggiore responsabilità etica al Governo e a tutte quelle aziende che mirano a intrattenere relazioni commerciali con la Libia, ricordando a questi ultimi che Muammar Gheddafi è il mandante dell’attentato di Lockerbie in cui persero tragicamente la vita 259 persone innocenti, che negli anni ’70 finanziò l’OLP di Yasser Arafat nella sua lotta contro Israele, che ogni anno in Libia migliaia di immigrati vengono torturati e uccisi e le donne violentate, all’interno di disumane carceri-lager e che le donne libiche sono tutt’ora relegate a uno stato di semi-schiavitù.
Noi di Italia dei Valori siamo indignati per le dichiarazioni di Gheddafi fortemente lesive della nostra matrice cristiana e della nostra cultura europea.
L’IdV da sempre in prima linea a difesa dei diritti civili, dell’eguaglianza e contro ogni tipo di discriminazione, chiede alla nostra classe politica di combattere a sua volta per difendere questi principi, anche a costo di compromettere le relazioni commerciali che ci legano alla Libia, come a qualunque altro paese sottoposto a regime dittatoriale.
Sabato 10 aprile, militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
Noi dell’Italia dei Valori di Cervia vi invitiamo a sottoscrivere l’appello “IO STO CON EMERGENCY” e, SABATO 17 APRILE – ORE 14:30 – IN PIAZZA SAN GIOVANNI A ROMA, a partecipare alla manifestazione nazionale di Emergency per chiedere la liberazione dei tre operatori italiani arrestati in Afganistan e, tuttora, detenuti illegalmente in violazione dei diritti umani fondamentali.
All’appello e alla manifestazione di Emergency ha puntualmente aderito anche la giunta comunale di Cervia, “Città per la Pace” dal 1993 e, dal 1994, aderente al “Coordinamento Nazionale Enti locali per la Pace”.
A proposito della Pace, vi suggeriamo di dedicare un po’ di tempo per leggere il carteggio fra Einstein e Freud del 1932, in risposta al quesito “Perché la guerra?”. Nel frattempo, assieme a Freud, possiamo dirci:
«Tutto ciò che promuove l’evoluzione civile lavora anche contro la guerra».