13 gennaio 2012

DEFAULT DEMOCRATICO E REGIME


Il referendum era, poteva essere, la scialuppa di salvataggio per la nave della democrazia.

La Consulta ha dichiarato i due quesiti referendari inammissibili, ne prendiamo atto e come ITALIA DEI VALORI accettiamo il giudizio della corte.

La nave democratica rischia però di affondare e di consegnare agli insulti legittimi dei cittadini indignati il Parlamento, autore – nella sua maggioranza di ieri – del Porcellum e indisponibile – con la maggioranza di oggi – a procedere al cambiamento di quella legge vergogna.

La crisi democratica e la prospettiva di un regime viene aggravata da un Governo di tecnici senza legittimazione popolare che procede, come il predecessore Berlusconi, per decreto legge e con richiesta di voto di fiducia. Un voto di fiducia concesso da un Parlamento di nominati ricattati/comprati. La vicenda del mancato arresto di Cosentino lo dimostra.

Si svela oggi, in tutta la sua gravità, l’ormai inaccettabile coincidenza tra Ministri e poteri forti senza consenso.

I “poteri forti” sono certamente parte del Paese, sono parte dell’Italia. Come i “poteri deboli”, la classe operaia o la categoria dei geometri o dei medici. Muore la democrazia, però, quando i poteri forti o una qualunque parte del Paese si identifica, senza legittimazione democratica, nello stesso Governo. Muore la democrazia, anche quando il Governo è espressione soltanto della classe operaia o soltanto dei geometri o soltanto dei medici.

Non più le scellerate speculazioni finanziarie sono oggi il problema principale dell’Italia, ma il dramma italiano è il Default democratico che rischia di salvare caste e speculazioni e trasformare l’Italia in un Paese forse ancora nell’Euro e in Europa, ma privo di democrazia e di credibili istituzioni rappresentative.

Non gioiamo del giudizio della Consulta ma non ci arrendiamo. Come ITALIA DEI VALORI raddoppieremo il nostro impegno affinché la volontà di un milione e mezzo di cittadini non sia reso nullo. Lavoreremo e ci impegneremo affinché in Parlamento si proceda ad una nuova legge elettorale ma non si scelga il male peggiore, ovvero una nuova legge elettorale che celebri, come qualcuno paventa, il ritorno alla prima Repubblica.

IDV Prov. di Ravenna

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1 ottobre 2011

Raccolta firme referendum anti-porcellum e abolizione province: GRAZIE A TUTTI!

Si è conclusa con uno straordinario successo la campagna di raccolta firme per il referendum elettorale contro il “Porcellum” e per la legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle province.

Riguardo alla soglia minima di firme necessarie per poter consegnare i quesiti referendari in Cassazione, solo l’Italia dei Valori ha raccolto quasi 500.000 firme, alle quali vanno aggiunte quelle raccolte da Sel, dai Democratici di Parisi, dall’Unione Popolare, dalla Rete dei referendari di Mario Segni e da altre forze politiche, per un totale di 1.210.406 firme (unmilioneduecentodiecimilaquattrocentosei), consegnate ieri mattina a Roma alla Corte di Cassazione (clicca qui per guardare il video con il momento di consegna delle firme).

Un trionfo, se consideriamo i tempi strettissimi (un solo mese), il periodo estivo, lo scetticismo dei più e il bavaglio imposto all’informazione dal Governo.

Intanto, dal Coordinamento referendario provinciale, apprendiamo che in provincia di Ravenna le firme raccolte sono state in tutto 17.527, delle quali 8.000 raccolte dall’Italia dei Valori*.

A Cervia, grazie all’intenso impegno dei nostri attivisti, noi dell’IDV abbiamo raccolto per il referendum più di 600 firme (quasi quante quelle raccolte l’anno scorso, ma in tre mesi, contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento). Anche la nostra raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare per l’abolizione delle province (per la quale bastavano 50.000 firme) ha ricevuto moltissime sottoscrizioni, segno che tanti italiani le considerano obsolete e uno spreco di risorse.

È doveroso da parte nostra ringraziare tutti quei cittadini che si sono fermati a firmare ai nostri banchetti, dimostrando così un forte senso civico riguardo alla difesa dei principi di partecipazione alla vita democratica del Paese, a partire dalla necessità di un cambiamento urgente della legge elettorale, per restituire agli elettori il diritto di scegliere chi mandare in Parlamento, ritornando così ad una piena rappresentatività.

Dopo lo straordinario successo dei referendum vinti a giugno contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento, abbiamo avuto la dimostrazione concreta che un cambiamento è possibile e che il popolo è ancora sovrano.

Ma ora, compiuto il primo passo con la raccolta firme, bisognerà percorrere insieme la lunga strada per ridare dignità al Parlamento e alle istituzioni, cambiando finalmente una legge elettorale definita una “porcata” dal suo stesso ideatore.

Francesca Piraccini,

Referente comunale IDV Cervia

*Rettifica: il dato finale delle firme raccolte da IDV in Prov. di Ravenna per il referendum anti-porcellum è di 10.576 firme.

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22 agosto 2011

BANCHETTI RACCOLTA FIRME A CERVIA: REFERENDUM ANTI-PORCELLUM E LEGGE PER ABOLIZIONE PROVINCE

CLICCA SULL’IMMAGINE PER INFO BANCHETTI IDV PER LA RACCOLTA FIRME A CERVIA

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18 agosto 2011

REFERENDUM ELETTORALE E ABOLIZIONE PROVINCE: BANCHETTI IDV A CERVIA

A partire da questa settimana, per la durata di un mese, ha inizio la raccolta firme del referendum per abrogare l’attuale legge elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) e quella della legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle province.

Nei Comuni della provincia di Ravenna, saremo presenti con dei nostri banchetti settimanali di raccolta firme. Naturalmente chiunque voglia aiutarci è il benvenuto!

A Cervia, dal 20 agosto al 20 settembre 2011, potete trovarci:

  • Giorni: Giovedì e Sabato
  • Orario: 09:00 – 13:00
  • Dove: Viale Roma (c/o Coop)

Nel nostro sito vi terremo aggiornati su eventuali variazioni e ulteriori giorni/orari per i banchetti di raccolta firme a Cervia. Invece, nel sito della provincia, cliccando qui, potrete conoscere il calendario (in aggiornamento) dei banchetti degli altri Comuni del ravennate.

Per maggiori informazioni potete contattarci inviando una mail a segreteria@idvcervia.com o telefonando al nr. 333 6760908.

Segreteria IDV Cervia

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9 agosto 2011

Abroghiamo le Province, cancelliamo il ‘Porcellum’. Firma anche tu!


In una conferenza stampa alla Camera, il leader Idv Antonio Di pietro, insieme con  il prof. Andrea Morrone, presidente del Comitato promotore del referendum, l’on. Arturo Parisi, l’on Loredana De Petris e il prof. Mario Segni, ha dato ufficialmente il via alla raccolta firme del referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale in favore del ritorno al maggioritario uninominale.

L’obiettivo è rimettere nelle mani degli italiani il potere di scegliere da chi vogliono essere rappresentati in Parlamento. “Perché – ha sottolineato Di Pietro riferendosi alle precedenti consultazioni vinte a giugno su nucleare, acqua e legittimo impedimento – le cose più belle in questo Paese le stanno facendo i cittadini”.

Con la legge elettorale attualmente in vigore, a decidere chi sarà eletto alla Camera e al Senato, non sono gli elettori ma i partiti, che in questo modo (evidentemente) premiano i più fedeli e obbedienti, ignorando capacità e doti morali. Sicché il rappresentante è sempre più distante dal suo territorio e dalle esigenze reali di chi lo ha eletto, visto che non deve più rispondere ai cittadini, ma al capopartito che lo ha nominato.

In più il ‘Porcellum’ è intrinsecamente antidemocratico visto che, grazie a un ‘premio’ senza eguali nel mondo, per governare non è più necessario conquistare il consenso della maggioranza degli elettori, come si fa in democrazia.

Un traguardo difficile da raggiungere. Entro il 30 settembre bisognerà raccogliere 500mila firme. Non sarà facile ma, ha detto Di Pietro, “bisogna continuare sulla strada dei referendum, senza farsi demotivare da chi dice, ‘non ce la farete’. Tra il morire d’inedia e impegnarci in questa difficile battaglia, noi scegliamo di resistere, resistere, resistere: la resistenza democratica”.

Terminata la conferenza stampa a Montecitorio, il presidente dell’Italia dei valori si è recato in Cassazione dove ha avviato le procedure per abrogare le Province. “Tutti affermano che ci siano le condizioni tecniche e politiche per farlo – ha dichiarato Di Pietro – poi, quando si vota in aula bocciano la nostra proposta”.  
”Attraverso una legge di iniziativa popolare – ha precisato il leader Idv – vogliamo avviare la modifica costituzionale e la lotta contro gli sprechi, visto che in Parlamento non sono riusciti nemmeno a tagliarsi i vitalizi”.

La Redazione IDV

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2 luglio 2011

Ordine del giorno IDV Cervia: “REMUNERAZIONE CAPITALE INVESTITO RIDUZIONE BOLLETTE DELL’ACQUA”

Pubblichiamo l’intervento del consigliere capogruppo IDV Cervia, Gianni Bosi, e una sintesi della sua replica/dichiarazione di voto sull’Ordine del giornoREMUNERAZIONE CAPITALE INVESTITO RIDUZIONE BOLLETTE DELL’ACQUA” (clicca qui per leggere il testo dell’Ordine del giorno), presentato dall’Italia dei Valori e RESPINTO con 16 voti contrari (PD – PDL – PRI) e 2 voti favorevoli (IDV – FdS) durante la seduta del consiglio comunale del 30 giugno 2011.

Intervento

“La ragione prima e ultima per la quale noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato questo Ordine del giorno, qui a Cervia come in tutti i comuni e le province dell’Emilia-Romagna dove la nostra forza politica è presente nelle istituzioni, è semplicissima: dare concretezza al grande risultato referendario del 12-13 giugno 2011.

Un risultato che indubbiamente può dirsi “storico” in quanto, in Italia, dopo 16 anni di astensionismo e nonostante i continui e vergognosi tentativi del Governo di boicottarlo, il Referendum ha superato il quorum e con una percentuale di vittoria dei Sì schiacciante su tutti e quattro i quesiti. In particolare, il secondo quesito ha registrato un record assoluto, con il suo 95,80% di Sì.

Addirittura possiamo dire che si è pronunciata per il Sì la maggioranza assoluta di tutti gli aventi diritto al voto. Infatti, in base a calcoli matematici, anche se fossero andati tutti a votare, con affluenza ipotetica del 100%, e quel 34% che in realtà non ha votato avesse invece votato No, il Sì avrebbe vinto con circa il 52%.

Questi dati non lasciano adito a dubbi, ovvero a “interpretazioni”, eppure, proprio sulla tariffa dell’acqua, già spuntano esperti di ogni ordine e grado che vogliono volgere al difficile ciò che è semplice: ovvero che il costo dell’indebitamento non deve essere compreso in bolletta, punto. Lo hanno detto oltre 26 milioni di elettori.

L’obiettivo è rispettare la volontà popolare. Possiamo disquisire sul “come” fare per rispettarla al meglio, ma non sul “se” è possibile farlo.

Uno dei principali motivi di disaffezione degli italiani nei confronti dello strumento referendario era costituito dal fatto che, spesso e volentieri, la politica ha disatteso il responso popolare: facendo rientrare dalla finestra ciò che gli elettori avevano fatto uscire dalla porta.

Finalmente, quest’anno, con il raggiungimento del quorum, ci è stata ridata una possibilità dopo tanti anni: la possibilità di dimostrare di essere politici credibili. Se falliamo in questo, credete forse che ci verrano date altre possibilità? Noi pensiamo di no, perché la gente è stufa marcia di esser presa per i fondelli.

Ci riecheggiano ancora nelle orecchie i tanti «chissà se servirà a qualcosa, che tanto alla fine fanno sempre quello che vogliono loro» che ci ripetevano continuamente i cittadini che si fermavano a firmare ai nostri banchetti.

Quindi noi dell’Italia dei Valori, che tanta parte di merito abbiamo avuto sui referendum, credendoci quando erano in pochi a farlo, abbiamo ora delle responsabilità a cui non possiamo e non vogliamo sottrarci.

Come cittadini e come forza politica dobbiamo tradurre in realtà la volontà popolare e impedire fin da subito che, ancora una volta, venga tradita la fiducia che i cittadini ci hanno dato. Come ho già detto: non avremo altre possibilità di dimostrare la nostra credibilità.

Ed è proprio la problematica dell’acqua, della sua pubblicità e delle sue tariffe, quella che più di tutte rischia di finire soffocata dal burocratismo, schiacciata dal peso dei rimandi e dei vuoti normativi. Per impedire che ciò accada dobbiamo essere noi, politici e rappresentanti delle istituzioni, a fare subito e senza tentennamenti il primo passo nella direzione tracciata dagli elettori.

Per questo motivo riteniamo che, senza più la norma che prevedeva ai gestori di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, con rincari nella bolletta dei cittadini, il taglio sulle bollette non solo si possa ma si debba applicare.”

Replica/Dichiarazione di voto

“Noi non vogliamo minimamente entrare negli aspetti tecnici che ognuno di noi può interpretare come meglio crede. Il tempo per promuovere il NO è scaduto. Bisogna smetterla con queste ambiguità: prima si cavalcano i referendum per avere visibilità politica e poi, al dunque, si è contrari ad attuare ciò che i cittadini ci hanno chiesto a gran voce. Questa presa di posizione, anche del PD, non la condividiamo perché ancora una volta si vuol vanificare la volontà popolare espressa attraverso i referendum.”

Gianni Bosi, Consigliere Capogruppo IDV Cervia

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14 giugno 2011

Grazie di quorum!

Da IDV Cervia un “grazie di quorum” a tutti i cittadini che, nonostante i continui e vergognosi tentativi del Governo di sabotare il referendum, si sono recati a votare per dire quattro sonori Sì!

Sì contro il nucleare, per progetti di sviluppo energetico sostenibili e rispettosi della salute e dell’ambiente, Sì contro le speculazioni sull’acqua, bene comune per tutti e non pretesto di arricchimento per pochi, Sì contro odiosi privilegi di casta, per la Legalità e la Giustizia.

E ancora grazie a tutti quei cittadini responsabili che, la scorsa estate, si sono fermati a firmare ai nostri banchetti rendendo possibile il voto del 12-13 giugno. All’epoca, con la tragedia giapponese ancora di là da venire, siamo stati “profetici” sul nucleare, avendone propagandato la pericolosità a dispetto dei tanti che ci guardavano con aria di sufficienza o ci facevano bersaglio di battute ironiche: fra questi non sono mancati esponenti politici di sinistra che, dopo Fukushima, abbiamo visto trasformarsi in paladini della causa anti-nuclearista.

Storica anche la vittoria sul Legittimo Impedimento, infatti, per la prima volta dopo anni di leggi “ad personam”, i cittadini finalmente hanno potuto dire che non è giusto anteporre i problemi giudiziari del Premier al Principio Costituzionale dell’Uguaglianza di tutti davanti alla legge.

Grazie anche a chi, assieme a noi dell’IDV, ha contribuito attivamente a sostenere una campagna referendaria durissima, continuamente osteggiata dal Governo e oscurata dalle televisioni.

Ma, a quorum raggiunto dopo 16 anni di astensionismo e con la vittoria dei Sì, tutti gli ostacoli che abbiamo dovuto superare sono diventati motivo di orgoglio perché, oggi, noi possiamo dire di aver contribuito a far trionfare la Democrazia.

Gruppo IDV Cervia


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13 giugno 2011

QUORUM RAGGIUNTO!

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12 giugno 2011

C’è chi dice SI

Clicca sull’immagine per guardare lo spot di Antonio Di Pietro sui Referendum del 12-13 giugno 2011.

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12 giugno 2011

Referendum: 4 SI per riprenderci il futuro

Domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011: FACCIAMOGLI IL QUORUM!

www.sireferendum2011.it

Da oggi, finalmente, si può votare il referendum che darà agli italiani la possibilità di esprimersi su 3 importantissimi temi: il ritorno al nucleare, l’acqua pubblica e il legittimo impedimento.

ORARI: I seggi resteranno aperti domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Per votare è sufficiente presentarsi al proprio seggio muniti di tessera elettorale e di un documento valido d’identità.

COLORI DELLE SCHEDE: Le quattro schede del referendum hanno quattro colori differenti. La scheda gialla e quella rossa riguardano la privatizzazione dell’acqua, la scheda grigia riguarda il nucleare mentre quella verde è per il legittimo impedimento.

DISABILI E SOGGETTI A RIDOTTA CAPACITA’ MOTORIA: Varie agevolazioni previste per i disabili che potranno essere accompagnati nelle cabine per esprimere il proprio voto. I seggi sono stati allestiti senza barriere architettoniche e sarà possibile votare anche dagli ospedali.

È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo in­so­ste­ni­bile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia. Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica – sia del go­verno che dell’opposizione – a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.

Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO

“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”. Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica. Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”. Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma. Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

Que­sito n. 3 – re­fe­ren­dum ener­gia nucleare

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”. Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare”. Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge “con mo­di­fi­ca­zioni” il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv. Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

Que­sito n. 4 – re­fe­ren­dum le­git­timo impedimento

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”. Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum. Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano. Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto “scudo” nei con­fronti del si­stema giudiziario.

La lettera-appello di Adriano Ce­len­tano con­tro il nu­cleare, con­tro la priva­tizzazione dell’acqua, con­tro il le­git­timo im­pe­di­mento. Con il vi­deo di Adriano Ce­len­tano tra­smesso du­rante An­no­zero

Redazione IDV Cervia

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