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	<title>Commenti per idvcervia</title>
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		<title>Commenti su Adesione di IDV Cervia alla campagna &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221; di IDV partecipa alla campagna “L&#039;Italia sono anch’io”</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2012/01/17/adesione-di-idv-cervia-alla-campagna-litalia-sono-anchio/comment-page-1/#comment-172</link>
		<dc:creator>IDV partecipa alla campagna “L&#039;Italia sono anch’io”</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:45:28 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Adesione di IDV Cervia alla campagna &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Adesione di IDV Cervia alla campagna &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221; [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su SALVIAMO L’EX MAGAZZINO DELLA SIR, ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE DELLA CITTÀ di stefania morelli</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2011/01/17/salviamo-l%e2%80%99ex-magazzino-della-sir-archeologia-industriale-della-citta/comment-page-1/#comment-114</link>
		<dc:creator>stefania morelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 23:34:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=2765#comment-114</guid>
		<description>Buongiorno a tutti,
ho letto con enorme interesse l&#039;articolo per salvare l&#039;ex magazzino SIR. 
Ci sono purtroppo situazioni simili sparse su tutto il territorio italiano, situazioni che non ci rendono fieri
dei nostri rappresentanti e tantomeno dei cittadini che continuano a sottostare alle leggi del capitale
anziché formarsi e formare una coscienza civile solida e patrimonio per le future generazioni.
Sto attivandomi sul mio territorio di origine per cercare di smuovere il torpore generale, pertanto se possiamo creare una rete di collegamento
che ci rafforzi e/o se ci sono delle azioni che possano portare ad una concretezza sarebbe importante comunicarcele a vicenda.
Resto quindi disponibile ad ogni intervento o supporto certa che prima o poi si &#039;capirà&#039; l&#039;importanza del nostro territorio e della nostra storia!
Stefania Morelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti,<br />
ho letto con enorme interesse l&#8217;articolo per salvare l&#8217;ex magazzino SIR.<br />
Ci sono purtroppo situazioni simili sparse su tutto il territorio italiano, situazioni che non ci rendono fieri<br />
dei nostri rappresentanti e tantomeno dei cittadini che continuano a sottostare alle leggi del capitale<br />
anziché formarsi e formare una coscienza civile solida e patrimonio per le future generazioni.<br />
Sto attivandomi sul mio territorio di origine per cercare di smuovere il torpore generale, pertanto se possiamo creare una rete di collegamento<br />
che ci rafforzi e/o se ci sono delle azioni che possano portare ad una concretezza sarebbe importante comunicarcele a vicenda.<br />
Resto quindi disponibile ad ogni intervento o supporto certa che prima o poi si &#8216;capirà&#8217; l&#8217;importanza del nostro territorio e della nostra storia!<br />
Stefania Morelli</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Partecipate al sondaggio su www.ilfattoquotidiano.it di salvatore piccolo</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/09/12/partecipate-al-sondaggio-su-www-ilfattoquotidiano-it/comment-page-1/#comment-102</link>
		<dc:creator>salvatore piccolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 12:49:15 +0000</pubDate>
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		<description>da attivista del vecchio pci,sono un vostro elettore ormai da anni;persone rare come Di Pietro mi hanno ridato fiducia in una possibilita&#039;di cambiamento salutare al nostro paese.Non sara&#039; un compito facile perchè sta prevalendo l&#039;idea di impunibilità,grazie al dileggio delle istituzioni da parte del Presidente del Consiglio,che assumendo l&#039;incarico di primo ministro,ha giurato fedelta&#039;al paese e di fare gli interessi nazionali.(non vi è una legge che possa essere processato per alto tradimento?)In un paese in difficolta&#039; come il nostro mi domando perchè dobbiamo avere i parlamentari piu pagati nel mondo;sono certo che se Vi faceste promotori di una notevole riduzione delle Vostre retrubuzioni l&#039;elettorato Vi premierebbe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da attivista del vecchio pci,sono un vostro elettore ormai da anni;persone rare come Di Pietro mi hanno ridato fiducia in una possibilita&#8217;di cambiamento salutare al nostro paese.Non sara&#8217; un compito facile perchè sta prevalendo l&#8217;idea di impunibilità,grazie al dileggio delle istituzioni da parte del Presidente del Consiglio,che assumendo l&#8217;incarico di primo ministro,ha giurato fedelta&#8217;al paese e di fare gli interessi nazionali.(non vi è una legge che possa essere processato per alto tradimento?)In un paese in difficolta&#8217; come il nostro mi domando perchè dobbiamo avere i parlamentari piu pagati nel mondo;sono certo che se Vi faceste promotori di una notevole riduzione delle Vostre retrubuzioni l&#8217;elettorato Vi premierebbe.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NUCLEARE: Prepariamoci al REFERENDUM di michele cavejari</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/01/07/nucleare-prepariamoci-al-referendum/comment-page-1/#comment-90</link>
		<dc:creator>michele cavejari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 11:57:09 +0000</pubDate>
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		<description>CONSIDERAZIONI SUL NUCLEARE

La chimera della sanità. Lo spauracchio della sicurezza. La soppressione della 
speranza  in favore dell’aspettativa. La sussunzione del progresso nella mera 
innovazione tecnologica… Questi sono solo alcuni dei mostri che la modernità va 
producendo in un alienante ciclo perpetuo di storture e ipertrofie. 
Ma d’altronde, quando la cifra del benessere si manifesta unicamente in 
termini di PIL, il solo motore che fa girare il mondo è l’oro, e quando la 
necessità di un’azione ecologica viene calibrata esclusivamente incanalandone 
le variabili nei rigidi rapporti costo-profitto calcolati in monete sonanti, si 
spiegano tante cose. 
La cosa inaccettabile, semmai, è che nessuno si ribelli. Che nessuno riesca a 
riconoscere il pericolo -abilmente nascosto dai professionisti della 
comunicazione- del delegare ciecamente gestione e definizione dello standard di 
‘bene comune’ alle Istituzioni. E ancor peggio, che nessuno possa serbare 
ricordo dei subdoli lavaggi del cervello cui quotidianamente viene 
sottoposto.  

Già, perché se l’indolenza oggi è un male così diffuso e cronicizzato da 
atrofizzare apriori la volontà di potenza, e da narcotizzare senza destar 
sospetti l’appassionato slancio di Creatività e Azione che ogni individuo 
moralmente responsabile dovrebbe altresì incarnare; il motivo si nasconde nelle 
trame oscure di una politica che castra l’autonomia del corpo sociale e si 
occupa di tutte quelle questioni a cui, vien detto, esso non può certo far 
fronte (ecosostenibilità, sanità, sicurezza e progresso).
Scrive infatti Ivan Illich, massimo genio del pensiero radicale contemporaneo, 
“l’uomo, il quale sa che tutto quanto è richiesto viene prodotto, ben presto 
finisce per aspettarsi che niente di ciò che è prodotto possa non essere 
richiesto. […] Non andare dove si può andare sarebbe sovversivo. Smaschererebbe 
la follia del principio che ogni richiesta soddisfatta comporti la scoperta di 
una richiesta ancor maggiore che chiede di essere soddisfatta a sua volta. Non 
produrre ciò che è possibile metterebbe in luce che la legge delle ‘aspettative 
crescenti’ è un eufemismo per indicare un abisso di frustrazione sempre più 
profondo.” 
Il messaggio è molto chiaro, da un verso l’uomo moderno non riesce a 
immaginare niente che non possa essergli fornito da un’Istituzione, e dall’
altro se la fabbricazione di tali prodotti  inquina e degrada le risorse 
naturali allora è lecito che solo l’Istituzione possa porre un limite a sé 
stessa e definire, per esempio, che la fissione o la fusione siano le soluzioni 
migliori per una combustione senza rischi.

Nel momento in cui la Vita e i Valori vengono sottratti all’uomo e 
Istituzionalizzati, in pochi restano capaci di pensarsi produttori autonomi di 
ciò che serve loro per alimentarsi, scaldarsi o muoversi. In genere, ricchi e 
poveri arrivano a dipendere nella stessa misura dalle Istituzioni che governano 
in toto la vita, plasmano le visioni del mondo e stabiliscono per conto loro 
che cosa è legittimo e cosa non lo è. Studiare da soli diviene sinonimo di 
irresponsabilità, e qualunque iniziativa privata viene tratteggiata come una 
forma di aggressione/sovversione. 
Questa è la nefasta iatrogenesi in cui le ‘terapie emergenziali’ e le 
maldestre ‘ricette mediche’ imposte dall’alto ci stanno condannando: ossia il 
graduale sottosviluppo della fiducia in noi stessi, e la conseguente ascrizione 
agli Enti assistenziali dei criteri mediante i quali sono fissate la 
fattibilità, l’efficienza e la salubrità di un progetto. 
E “una volta che una società ha trasformato i bisogni fondamentali in 
richieste di beni di consumo prodotti scientificamente, la povertà si definisce 
essa stessa secondo parametri che i tecnocrati possono modificare a proprio 
arbitrio”, così come il mito dell’ecologia e degli strumenti ‘autorizzati’ per 
far fronte alla crisi energetica diviene appannaggio esclusivo del deus ex 
machina scientifico. Lo stesso dio ora inginocchiato sotto l’ala dei potenti e 
bendato dall’idolo d’oro del capitalismo. 

Posto al contrario, che nessun balzo in avanti della scienza o della 
tecnologia potrà mai procurare ad ogni abitante del mondo beni e servizi in 
quantità maggiore a minor prezzo, e che la campana di vetro nella quale ci 
rinchiudono le Istituzioni -spacciandola per indispensabile protezione- non fa 
che accentuare la nostra dipendenza, l’incapacità d’organizzazione, la 
passività psicologica e la polarizzazione sociale; dobbiamo assumere quel 
coraggio, la speranza e la sana inquietudine di chi osa invece levare lo 
sguardo oltre l’orizzonte costruito ove tutti gli altri occhi si fermano. 
Solo allora sarà possibile documentarsi correttamente sulle politiche che 
sanciscono i nostri destini, stereotipizzano le nostre esistenze, indottrinano 
e sottraggono le nostre coscienze alla realtà dei fatti. 
Solo allora avremo la forza e la convinzione che Vivere non significa contare 
su un processo pre-digerito o su risultati programmati, quanto avere una fede 
reciproca verso l’altro e l’ambiente, nel pieno rispetto gli equilibri e della 
biodiversità, animati da un ottimismo altruistico e pro-attivo. 

La realtà odierna, se colta al di là degli imbuti informativi tradizionali 
tramite i quali oggi veniamo illusi di possedere un sapere ampio e dinamico, è 
infatti molto più complessa e schiava del denaro di quanto non sembri. 
Il non detto Istituzionale che si cela nelle zone d’ombra delle buoni 
intenzioni riluce con la medesima intensità delle pietre che lastricano l’
inferno. Basta voler ‘aprire gli occhi’ per accorgersene!   

Un’introduzione piuttosto lunga, la mia, ma che a ragion veduta ritengo 
indispensabile per focalizzare adeguatamente sul problema Nucleare. 
Alla luce di quanto detto, infatti, come interpretare le campagne 
pubblicitarie e le politiche d’immagine a favore delle centrali (tornate a 
palla in questi tempi), se non come pressioni da parte del potere costituito a 
vincere ogni resistenza al radicamento di ‘fabbriche di morte’ sul suolo 
italico? 
Legittima sorge la domanda: la possibilità di realizzazione un dato 
megastrumento legittima la sua esistenza? L’eredità velenosa che consegneremo 
ai posteri è realmente la soluzione finale al degrado ambientale? Insomma, il 
gioco vale la candela?
Le posizioni sono molteplici. La risposta di chi si informa bene, riflette e 
volge lo sguardo al futuro della Terra, al contrario, è univoca: No.

Che l’opinione degli italiani non sia cambiata rispetto all’esito del 
referendum del 1987, dove l’80% espresse la contrarietà in materia, incarna di 
fatto lo scoglio contro il quale la nave Berlusconiana, vent’anni dopo, si 
ritrova a dover fare i conti. E a dover mettere a punto subdole manovre di 
macchinazione psicologica per provare a farlo crollare. Bastino due esempi per 
comprenderle tutte:
· L’uso di un testimonial come Sando Veronesi, l’oncologo. Al suo charme che 
ispira fiducia ed esprime profonda serenità è stata affidata, non a caso, la 
carica di presidente dell’agenzia per la sicurezza del nucleare.         
· Il ricorso ad uno spot-propaganda, il cui parallelismo con il “Settimo 
Sigillo” e la partita a scacchi con la morte sarebbe oltretutto fin troppo 
semplice e scontato. Nel suddetto spot, due gemelli impegnati davanti ad una 
scacchiera muovono pezzi e dubbi sul nucleare. Il fratello contrario è timoroso 
e incerto, quello a favore pacato e suadente. La voce fuori campo invita al 
dialogo e ad un confronto sereno, rimanda ad un sito internet per lasciar 
maturare la propria idea e prendere una posizione… in verità, tra le righe 
nasconde l’onta di un neo-totalitarismo volto alla ri-programmazione celebrale 
dei suoi ignari sudditi. Semplice e indolore, senza l’uso del mitra, gli 
incerti sono catechizzati e gli oppositori vengono convertiti. Scacco matto.

L&#039;ENEL, ovviamente, come stima lo stesso Paolo Brutti, “appoggia l’intera 
procedura per mettere le mani su un finanziamento pubblico che supererà i 35 
miliardi di euro, più dell&#039;intera Alta Velocità. Una centrale nucleare proposta 
dall’Ente costa quasi otto miliardi di euro. Senza contare che le spese dello 
stoccaggio delle scorie e dello smantellamento della centrale il chilowatt 
nucleare costerà nella bolletta degli italiani più di quello delle fonti 
tradizionali.” 
Inoltre, “le regioni e gli enti locali non hanno voce in capitolo 
sull&#039;allocazione delle centrali. La parola finale spetta solo al Consiglio dei 
Ministri. La costruzione delle centrali sarà fatta senza gare e senza controllo 
degli appalti e dei subappalti. Il nucleare italiano sarà una ri-proposizione a 
dimensioni esponenziali del malaffare della Protezione Civile.
Con la ripresa del nucleare il governo offende il giudizio già espresso dai 
cittadini. Gli italiani non hanno cambiato parere e lo dimostreranno con il 
prossimo referendum al quale è necessario chiamarli ancora.”

Dire no al nucleare non è chiudere gli occhi davanti al problema della crisi 
ecologica. Anzi, è una presa di posizione ancor più netta contro la logica 
consumistica e capitalistica moderna, giacché significa denunciare l’ideologia 
miope e iper-produttivistica che farà carico principalmente sulle generazioni 
che verranno. 
Dire no al nucleare vuol dire intravedere l’alba di un nuovo futuro 
nell&#039;economia verde; non nella scelta di morte che consumerebbe tutte le 
risorse economiche disponibili e chiuderebbe definitivamente ogni erogazione di 
fondi allo sviluppo del Rinnovabile.
Da non dimenticare, poi, è che il nucleare civile non solo è strettamente 
connesso a quello militare, ma espone siti e paesi alla seria ipotesi di 
attacchi terroristici (vedi il video della campagna inglese contro il 
nucleare).
Per non parlare poi dell’irrisolto problema ‘stoccaggio scorie’. Sarebbe una 
soluzione quella di ‘smaltirle’ in Africa e in Siberia, come fa la Francia? 
Scaricando il barile ad altri?
O ancora, immaginiamoci cosa accadrebbe se anche questo tipo di rifiuti 
divenisse un racket gestito dalla mafia… Gente che seppellisce materiali 
tossici vicino a falde acquifere e poi, nelle intercettazioni, la si sente 
affermare “che me ne frega a me. Tanto io bevo l’acqua minerale.” Una stupidità 
che non conosce limite.  

L’Italia, con 4 centrali nucleari, non produrrà che l’8% del fabbisogno 
energetico necessario, sarà comunque dipendente dall’estero e destinerà meno 
fondi alle fonti rinnovabili. Questa è la realtà: il nucleare è una mera 
opportunità politica! 

Serve piuttosto una soluzione che riconsideri l’approccio al problema 
energetico. Solo così potremo mettere a punto in prima persona strumenti per 
far fronte alla crisi senza aspettare che qualcuno, dall’alto, decida per noi, 
contro l’interesse nostro e del pianeta. Ma ecco che ognuno deve sentirsi 
interpellato laddove si trova e in relazione a ciò che gli compete!
Non si tratta soltanto di tutelare un interesse specifico, né di preoccuparsi 
di ciò che accade squisitamente nella propria regione; la scala della questione 
è globale: nel compito dell’auto-limitazione è coinvolto il futuro della vita 
intera sul pianeta Terra! 

Parafrasando Morandini “È l’umanità tutta ad essere soggetto di una 
responsabilità forte per essa e per la sostenibilità della forma di vita in cui 
siamo coinvolti: è necessario soddisfare i bisogni della generazione presente, 
ma senza pregiudicare analoga possibilità per le generazioni future.”

Il nucleare non va certo in questa direzione…

Cavejari  Michele
(Rimando all’opuscolo di Greenpeace e a tutta una costellazione di altri siti 
autorevoli che denunciano a cascata la pericolosità delle centrali! Bisogna 
solo aver voglia di cercare!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CONSIDERAZIONI SUL NUCLEARE</p>
<p>La chimera della sanità. Lo spauracchio della sicurezza. La soppressione della<br />
speranza  in favore dell’aspettativa. La sussunzione del progresso nella mera<br />
innovazione tecnologica… Questi sono solo alcuni dei mostri che la modernità va<br />
producendo in un alienante ciclo perpetuo di storture e ipertrofie.<br />
Ma d’altronde, quando la cifra del benessere si manifesta unicamente in<br />
termini di PIL, il solo motore che fa girare il mondo è l’oro, e quando la<br />
necessità di un’azione ecologica viene calibrata esclusivamente incanalandone<br />
le variabili nei rigidi rapporti costo-profitto calcolati in monete sonanti, si<br />
spiegano tante cose.<br />
La cosa inaccettabile, semmai, è che nessuno si ribelli. Che nessuno riesca a<br />
riconoscere il pericolo -abilmente nascosto dai professionisti della<br />
comunicazione- del delegare ciecamente gestione e definizione dello standard di<br />
‘bene comune’ alle Istituzioni. E ancor peggio, che nessuno possa serbare<br />
ricordo dei subdoli lavaggi del cervello cui quotidianamente viene<br />
sottoposto.  </p>
<p>Già, perché se l’indolenza oggi è un male così diffuso e cronicizzato da<br />
atrofizzare apriori la volontà di potenza, e da narcotizzare senza destar<br />
sospetti l’appassionato slancio di Creatività e Azione che ogni individuo<br />
moralmente responsabile dovrebbe altresì incarnare; il motivo si nasconde nelle<br />
trame oscure di una politica che castra l’autonomia del corpo sociale e si<br />
occupa di tutte quelle questioni a cui, vien detto, esso non può certo far<br />
fronte (ecosostenibilità, sanità, sicurezza e progresso).<br />
Scrive infatti Ivan Illich, massimo genio del pensiero radicale contemporaneo,<br />
“l’uomo, il quale sa che tutto quanto è richiesto viene prodotto, ben presto<br />
finisce per aspettarsi che niente di ciò che è prodotto possa non essere<br />
richiesto. […] Non andare dove si può andare sarebbe sovversivo. Smaschererebbe<br />
la follia del principio che ogni richiesta soddisfatta comporti la scoperta di<br />
una richiesta ancor maggiore che chiede di essere soddisfatta a sua volta. Non<br />
produrre ciò che è possibile metterebbe in luce che la legge delle ‘aspettative<br />
crescenti’ è un eufemismo per indicare un abisso di frustrazione sempre più<br />
profondo.”<br />
Il messaggio è molto chiaro, da un verso l’uomo moderno non riesce a<br />
immaginare niente che non possa essergli fornito da un’Istituzione, e dall’<br />
altro se la fabbricazione di tali prodotti  inquina e degrada le risorse<br />
naturali allora è lecito che solo l’Istituzione possa porre un limite a sé<br />
stessa e definire, per esempio, che la fissione o la fusione siano le soluzioni<br />
migliori per una combustione senza rischi.</p>
<p>Nel momento in cui la Vita e i Valori vengono sottratti all’uomo e<br />
Istituzionalizzati, in pochi restano capaci di pensarsi produttori autonomi di<br />
ciò che serve loro per alimentarsi, scaldarsi o muoversi. In genere, ricchi e<br />
poveri arrivano a dipendere nella stessa misura dalle Istituzioni che governano<br />
in toto la vita, plasmano le visioni del mondo e stabiliscono per conto loro<br />
che cosa è legittimo e cosa non lo è. Studiare da soli diviene sinonimo di<br />
irresponsabilità, e qualunque iniziativa privata viene tratteggiata come una<br />
forma di aggressione/sovversione.<br />
Questa è la nefasta iatrogenesi in cui le ‘terapie emergenziali’ e le<br />
maldestre ‘ricette mediche’ imposte dall’alto ci stanno condannando: ossia il<br />
graduale sottosviluppo della fiducia in noi stessi, e la conseguente ascrizione<br />
agli Enti assistenziali dei criteri mediante i quali sono fissate la<br />
fattibilità, l’efficienza e la salubrità di un progetto.<br />
E “una volta che una società ha trasformato i bisogni fondamentali in<br />
richieste di beni di consumo prodotti scientificamente, la povertà si definisce<br />
essa stessa secondo parametri che i tecnocrati possono modificare a proprio<br />
arbitrio”, così come il mito dell’ecologia e degli strumenti ‘autorizzati’ per<br />
far fronte alla crisi energetica diviene appannaggio esclusivo del deus ex<br />
machina scientifico. Lo stesso dio ora inginocchiato sotto l’ala dei potenti e<br />
bendato dall’idolo d’oro del capitalismo. </p>
<p>Posto al contrario, che nessun balzo in avanti della scienza o della<br />
tecnologia potrà mai procurare ad ogni abitante del mondo beni e servizi in<br />
quantità maggiore a minor prezzo, e che la campana di vetro nella quale ci<br />
rinchiudono le Istituzioni -spacciandola per indispensabile protezione- non fa<br />
che accentuare la nostra dipendenza, l’incapacità d’organizzazione, la<br />
passività psicologica e la polarizzazione sociale; dobbiamo assumere quel<br />
coraggio, la speranza e la sana inquietudine di chi osa invece levare lo<br />
sguardo oltre l’orizzonte costruito ove tutti gli altri occhi si fermano.<br />
Solo allora sarà possibile documentarsi correttamente sulle politiche che<br />
sanciscono i nostri destini, stereotipizzano le nostre esistenze, indottrinano<br />
e sottraggono le nostre coscienze alla realtà dei fatti.<br />
Solo allora avremo la forza e la convinzione che Vivere non significa contare<br />
su un processo pre-digerito o su risultati programmati, quanto avere una fede<br />
reciproca verso l’altro e l’ambiente, nel pieno rispetto gli equilibri e della<br />
biodiversità, animati da un ottimismo altruistico e pro-attivo. </p>
<p>La realtà odierna, se colta al di là degli imbuti informativi tradizionali<br />
tramite i quali oggi veniamo illusi di possedere un sapere ampio e dinamico, è<br />
infatti molto più complessa e schiava del denaro di quanto non sembri.<br />
Il non detto Istituzionale che si cela nelle zone d’ombra delle buoni<br />
intenzioni riluce con la medesima intensità delle pietre che lastricano l’<br />
inferno. Basta voler ‘aprire gli occhi’ per accorgersene!   </p>
<p>Un’introduzione piuttosto lunga, la mia, ma che a ragion veduta ritengo<br />
indispensabile per focalizzare adeguatamente sul problema Nucleare.<br />
Alla luce di quanto detto, infatti, come interpretare le campagne<br />
pubblicitarie e le politiche d’immagine a favore delle centrali (tornate a<br />
palla in questi tempi), se non come pressioni da parte del potere costituito a<br />
vincere ogni resistenza al radicamento di ‘fabbriche di morte’ sul suolo<br />
italico?<br />
Legittima sorge la domanda: la possibilità di realizzazione un dato<br />
megastrumento legittima la sua esistenza? L’eredità velenosa che consegneremo<br />
ai posteri è realmente la soluzione finale al degrado ambientale? Insomma, il<br />
gioco vale la candela?<br />
Le posizioni sono molteplici. La risposta di chi si informa bene, riflette e<br />
volge lo sguardo al futuro della Terra, al contrario, è univoca: No.</p>
<p>Che l’opinione degli italiani non sia cambiata rispetto all’esito del<br />
referendum del 1987, dove l’80% espresse la contrarietà in materia, incarna di<br />
fatto lo scoglio contro il quale la nave Berlusconiana, vent’anni dopo, si<br />
ritrova a dover fare i conti. E a dover mettere a punto subdole manovre di<br />
macchinazione psicologica per provare a farlo crollare. Bastino due esempi per<br />
comprenderle tutte:<br />
· L’uso di un testimonial come Sando Veronesi, l’oncologo. Al suo charme che<br />
ispira fiducia ed esprime profonda serenità è stata affidata, non a caso, la<br />
carica di presidente dell’agenzia per la sicurezza del nucleare.<br />
· Il ricorso ad uno spot-propaganda, il cui parallelismo con il “Settimo<br />
Sigillo” e la partita a scacchi con la morte sarebbe oltretutto fin troppo<br />
semplice e scontato. Nel suddetto spot, due gemelli impegnati davanti ad una<br />
scacchiera muovono pezzi e dubbi sul nucleare. Il fratello contrario è timoroso<br />
e incerto, quello a favore pacato e suadente. La voce fuori campo invita al<br />
dialogo e ad un confronto sereno, rimanda ad un sito internet per lasciar<br />
maturare la propria idea e prendere una posizione… in verità, tra le righe<br />
nasconde l’onta di un neo-totalitarismo volto alla ri-programmazione celebrale<br />
dei suoi ignari sudditi. Semplice e indolore, senza l’uso del mitra, gli<br />
incerti sono catechizzati e gli oppositori vengono convertiti. Scacco matto.</p>
<p>L&#8217;ENEL, ovviamente, come stima lo stesso Paolo Brutti, “appoggia l’intera<br />
procedura per mettere le mani su un finanziamento pubblico che supererà i 35<br />
miliardi di euro, più dell&#8217;intera Alta Velocità. Una centrale nucleare proposta<br />
dall’Ente costa quasi otto miliardi di euro. Senza contare che le spese dello<br />
stoccaggio delle scorie e dello smantellamento della centrale il chilowatt<br />
nucleare costerà nella bolletta degli italiani più di quello delle fonti<br />
tradizionali.”<br />
Inoltre, “le regioni e gli enti locali non hanno voce in capitolo<br />
sull&#8217;allocazione delle centrali. La parola finale spetta solo al Consiglio dei<br />
Ministri. La costruzione delle centrali sarà fatta senza gare e senza controllo<br />
degli appalti e dei subappalti. Il nucleare italiano sarà una ri-proposizione a<br />
dimensioni esponenziali del malaffare della Protezione Civile.<br />
Con la ripresa del nucleare il governo offende il giudizio già espresso dai<br />
cittadini. Gli italiani non hanno cambiato parere e lo dimostreranno con il<br />
prossimo referendum al quale è necessario chiamarli ancora.”</p>
<p>Dire no al nucleare non è chiudere gli occhi davanti al problema della crisi<br />
ecologica. Anzi, è una presa di posizione ancor più netta contro la logica<br />
consumistica e capitalistica moderna, giacché significa denunciare l’ideologia<br />
miope e iper-produttivistica che farà carico principalmente sulle generazioni<br />
che verranno.<br />
Dire no al nucleare vuol dire intravedere l’alba di un nuovo futuro<br />
nell&#8217;economia verde; non nella scelta di morte che consumerebbe tutte le<br />
risorse economiche disponibili e chiuderebbe definitivamente ogni erogazione di<br />
fondi allo sviluppo del Rinnovabile.<br />
Da non dimenticare, poi, è che il nucleare civile non solo è strettamente<br />
connesso a quello militare, ma espone siti e paesi alla seria ipotesi di<br />
attacchi terroristici (vedi il video della campagna inglese contro il<br />
nucleare).<br />
Per non parlare poi dell’irrisolto problema ‘stoccaggio scorie’. Sarebbe una<br />
soluzione quella di ‘smaltirle’ in Africa e in Siberia, come fa la Francia?<br />
Scaricando il barile ad altri?<br />
O ancora, immaginiamoci cosa accadrebbe se anche questo tipo di rifiuti<br />
divenisse un racket gestito dalla mafia… Gente che seppellisce materiali<br />
tossici vicino a falde acquifere e poi, nelle intercettazioni, la si sente<br />
affermare “che me ne frega a me. Tanto io bevo l’acqua minerale.” Una stupidità<br />
che non conosce limite.  </p>
<p>L’Italia, con 4 centrali nucleari, non produrrà che l’8% del fabbisogno<br />
energetico necessario, sarà comunque dipendente dall’estero e destinerà meno<br />
fondi alle fonti rinnovabili. Questa è la realtà: il nucleare è una mera<br />
opportunità politica! </p>
<p>Serve piuttosto una soluzione che riconsideri l’approccio al problema<br />
energetico. Solo così potremo mettere a punto in prima persona strumenti per<br />
far fronte alla crisi senza aspettare che qualcuno, dall’alto, decida per noi,<br />
contro l’interesse nostro e del pianeta. Ma ecco che ognuno deve sentirsi<br />
interpellato laddove si trova e in relazione a ciò che gli compete!<br />
Non si tratta soltanto di tutelare un interesse specifico, né di preoccuparsi<br />
di ciò che accade squisitamente nella propria regione; la scala della questione<br />
è globale: nel compito dell’auto-limitazione è coinvolto il futuro della vita<br />
intera sul pianeta Terra! </p>
<p>Parafrasando Morandini “È l’umanità tutta ad essere soggetto di una<br />
responsabilità forte per essa e per la sostenibilità della forma di vita in cui<br />
siamo coinvolti: è necessario soddisfare i bisogni della generazione presente,<br />
ma senza pregiudicare analoga possibilità per le generazioni future.”</p>
<p>Il nucleare non va certo in questa direzione…</p>
<p>Cavejari  Michele<br />
(Rimando all’opuscolo di Greenpeace e a tutta una costellazione di altri siti<br />
autorevoli che denunciano a cascata la pericolosità delle centrali! Bisogna<br />
solo aver voglia di cercare!).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Perché passare una sera a teatro anziché davanti alla TV? di Natalia</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/10/14/perche-passare-una-sera-a-teatro-anziche-davanti-alla-tv/comment-page-1/#comment-60</link>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 12:56:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=2108#comment-60</guid>
		<description>I dove e il quando li lasciamo a te ! Ottima segnalazione grazie Francesca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I dove e il quando li lasciamo a te ! Ottima segnalazione grazie Francesca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Variante specifica al PRG n. 29 alle norme che regolano le zone turistico-ricettive di Pier Paolo Cecchi</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/09/29/variante-specifica-al-prg-n-29-alle-norme-che-regolano-le-zone-turistico-ricettive/comment-page-1/#comment-58</link>
		<dc:creator>Pier Paolo Cecchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 18:25:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=2066#comment-58</guid>
		<description>In tutta sincerità, queste spiegazioni non mi convincono.
E&#039; vero che nel programma del centro-sinistra c&#039;era un richiamo a questa variante, ma si tratta pur sempre di indicazioni generiche:
Nessun programma vi obbligava a votare una variante con queste fattezze e con questi eccessi.
Almeno prima potevate abrogare le vecchie varianti al ricettivo, e sostituirle con questa:
Lasciandole tutte in vigore, invece, gli effetti deleteri in termini di cementificazione si andranno a sommare.

Poi non penso che così si aiutino le piccole pensioni:
Per quanto possano ingrandirsi, difficilmente potranno fare dei servizi tali da permettergli di allungare la stagione in modo significativo (si tratta di convincere la gente a venir qui in ottobre o in marzo-aprile, quando al mare non ci si va ed è freschino).
E ad ogni modo, su tanti piccoli alberghi gravano altri vincoli che gli precludono comunque lo sfruttamento di questa variante.
A beneficiarne principalmente, insomma, saranno i grandi gruppi.

Ma avete pensato agli effetti negativi che possono esserci per il verde, per il paesaggio e per l&#039;ombra sulla spiaggia?
Che fine ha fatto la promessa di ridurre il carico urbanistico?
Poi anche il metodo e le motivazioni non stanno in piedi:
Una variante per ingrandire gli alberghi si fa se un sondaggio, una ricerca statistica accurata ti dicono che c&#039;è questa esigenza tra i turisti.
Non perchè &quot;gli albergatori dicono che ne hanno bisogno&quot;!
Allora se gli artigiani dicono che hanno bisogno di ingrandire i capannoni, il Comune fa una variante per concederlo?
E come metodo è mancato quasi completamente il coinvolgimento della cittadinanza, col tentativo di tenere il testo della variante segreto fino all&#039;ultimo.
Dite che bisogna aumentare la partecipazione dei cittadini, rimettendoli al centro delle decisioni al posto della &quot;casta&quot;, e poi appoggiate un provvedimento del genere?

Infine, trovo molto discutibile anche il ragionamento finale del consigliere Bosi:
In sostanza, si propone di lasciare l&#039;imprenditoria locale libera di fare, poi ci penserà lei stessa a muoversi nel rispetto del territorio.
E&#039; una tesi tipicamente di destra e ultra-liberista:
Lasciamo le aziende libere di fare, poi ci penseranno la &quot;mano invisibile del mercato&quot; o la loro sensibilità a mettere a posto le cose.
Le politiche di questo tipo sono fallite un sacco di volte e a tutti i livelli, ma per l&#039;esempio migliore forse non serve andare lontano:
Nella zona sud della riviera romagnola si sono lasciate ampie possibilità di costruzione all&#039;imprenditoria locale.
Risultato?
Una cementificazione drammatica.
Altro che &quot;saper tradurre, in modo coerente e responsabile, questa opportunità che viene loro offerta&quot;!
Anche lì avrebbero dovuto rispettare il territorio ed il verde, ma come mai non lo hanno fatto?
Non voglio demonizzare gli imprenditori nel loro complesso, perchè ce ne sono tanti responsabili e sensibili all&#039;ambiente, ma va anche detto che il nostro attuale sistema economico ha come priorità il profitto, non la salvaguardia del territorio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In tutta sincerità, queste spiegazioni non mi convincono.<br />
E&#8217; vero che nel programma del centro-sinistra c&#8217;era un richiamo a questa variante, ma si tratta pur sempre di indicazioni generiche:<br />
Nessun programma vi obbligava a votare una variante con queste fattezze e con questi eccessi.<br />
Almeno prima potevate abrogare le vecchie varianti al ricettivo, e sostituirle con questa:<br />
Lasciandole tutte in vigore, invece, gli effetti deleteri in termini di cementificazione si andranno a sommare.</p>
<p>Poi non penso che così si aiutino le piccole pensioni:<br />
Per quanto possano ingrandirsi, difficilmente potranno fare dei servizi tali da permettergli di allungare la stagione in modo significativo (si tratta di convincere la gente a venir qui in ottobre o in marzo-aprile, quando al mare non ci si va ed è freschino).<br />
E ad ogni modo, su tanti piccoli alberghi gravano altri vincoli che gli precludono comunque lo sfruttamento di questa variante.<br />
A beneficiarne principalmente, insomma, saranno i grandi gruppi.</p>
<p>Ma avete pensato agli effetti negativi che possono esserci per il verde, per il paesaggio e per l&#8217;ombra sulla spiaggia?<br />
Che fine ha fatto la promessa di ridurre il carico urbanistico?<br />
Poi anche il metodo e le motivazioni non stanno in piedi:<br />
Una variante per ingrandire gli alberghi si fa se un sondaggio, una ricerca statistica accurata ti dicono che c&#8217;è questa esigenza tra i turisti.<br />
Non perchè &#8220;gli albergatori dicono che ne hanno bisogno&#8221;!<br />
Allora se gli artigiani dicono che hanno bisogno di ingrandire i capannoni, il Comune fa una variante per concederlo?<br />
E come metodo è mancato quasi completamente il coinvolgimento della cittadinanza, col tentativo di tenere il testo della variante segreto fino all&#8217;ultimo.<br />
Dite che bisogna aumentare la partecipazione dei cittadini, rimettendoli al centro delle decisioni al posto della &#8220;casta&#8221;, e poi appoggiate un provvedimento del genere?</p>
<p>Infine, trovo molto discutibile anche il ragionamento finale del consigliere Bosi:<br />
In sostanza, si propone di lasciare l&#8217;imprenditoria locale libera di fare, poi ci penserà lei stessa a muoversi nel rispetto del territorio.<br />
E&#8217; una tesi tipicamente di destra e ultra-liberista:<br />
Lasciamo le aziende libere di fare, poi ci penseranno la &#8220;mano invisibile del mercato&#8221; o la loro sensibilità a mettere a posto le cose.<br />
Le politiche di questo tipo sono fallite un sacco di volte e a tutti i livelli, ma per l&#8217;esempio migliore forse non serve andare lontano:<br />
Nella zona sud della riviera romagnola si sono lasciate ampie possibilità di costruzione all&#8217;imprenditoria locale.<br />
Risultato?<br />
Una cementificazione drammatica.<br />
Altro che &#8220;saper tradurre, in modo coerente e responsabile, questa opportunità che viene loro offerta&#8221;!<br />
Anche lì avrebbero dovuto rispettare il territorio ed il verde, ma come mai non lo hanno fatto?<br />
Non voglio demonizzare gli imprenditori nel loro complesso, perchè ce ne sono tanti responsabili e sensibili all&#8217;ambiente, ma va anche detto che il nostro attuale sistema economico ha come priorità il profitto, non la salvaguardia del territorio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Odg No alle Centrali Nucleari di alice</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/05/24/odg-no-alle-centrali-nucleari/comment-page-1/#comment-42</link>
		<dc:creator>alice</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 07:20:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=1357#comment-42</guid>
		<description>Più chiaro di così!
Per esercitare la Democrazia occorre essere informati. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più chiaro di così!<br />
Per esercitare la Democrazia occorre essere informati. Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3 referendum: ACQUA, NUCLEARE e LEGITTIMO IMPEDIMENTO di Pier Paolo Cecchi</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/05/01/3-referendum-acqua-nucleare-e-legittimo-impedimento/comment-page-1/#comment-41</link>
		<dc:creator>Pier Paolo Cecchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 18:30:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=1259#comment-41</guid>
		<description>Solo una rettifica, scusandomi per la dicitura imprecisa e il terzo intervento di fila:
Ad un certo punto Di Pietro ha parlato di una cattiva scrittura dei quesiti referendari (nonostante se ne siano occupati illustri costituzionalisti ed esperti di diritto), ma le scuse addotte prima e dopo per giustificare la sua iniziativa erano di tutt&#039;altro tipo (della serie, &quot;chi più ne ha più ne metta&quot;).
Comunque, qui c&#039;è una ricostruzione fedele della vicenda dove si parla anche di questo:
http://www.facebook.com/notes/gianluca-sassi/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-su-il-referendum-e-lidv-e-non-avete-mai-o/395727039560

Come ha detto Marco Bersani: &quot;...il resto è favola...&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una rettifica, scusandomi per la dicitura imprecisa e il terzo intervento di fila:<br />
Ad un certo punto Di Pietro ha parlato di una cattiva scrittura dei quesiti referendari (nonostante se ne siano occupati illustri costituzionalisti ed esperti di diritto), ma le scuse addotte prima e dopo per giustificare la sua iniziativa erano di tutt&#8217;altro tipo (della serie, &#8220;chi più ne ha più ne metta&#8221;).<br />
Comunque, qui c&#8217;è una ricostruzione fedele della vicenda dove si parla anche di questo:<br />
<a href="http://www.facebook.com/notes/gianluca-sassi/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-su-il-referendum-e-lidv-e-non-avete-mai-o/395727039560" rel="nofollow">http://www.facebook.com/notes/gianluca-sassi/tutto-quello-che-avreste-voluto-sapere-su-il-referendum-e-lidv-e-non-avete-mai-o/395727039560</a></p>
<p>Come ha detto Marco Bersani: &#8220;&#8230;il resto è favola&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3 referendum: ACQUA, NUCLEARE e LEGITTIMO IMPEDIMENTO di Pier Paolo Cecchi</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/05/01/3-referendum-acqua-nucleare-e-legittimo-impedimento/comment-page-1/#comment-40</link>
		<dc:creator>Pier Paolo Cecchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 15:51:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=1259#comment-40</guid>
		<description>Altre cose in sintesi:

-La confusione e la dispersione di forze ci sono già, perchè a livello nazionale c&#039;è stata una rottura (tra l&#039;IDV e il resto dei movimenti) e perchè ho già parlato con diversa gente che passando davanti al vostro banchetto ha pensato che stavate raccogliendo firme per il referendum serio.
Voi potete anche parlare con quelli che firmano (ma poi bisogna vedere se lo fate solo a Cervia o anche nel resto d&#039;Italia), ma tutti gli altri cittadini, invece?
E se i vostri &quot;colleghi&quot; di Teramo, per dire, non dicono niente a chi firma? Come la mettiamo? Magari succede che una firma per il vostro referendum ed è convinto di averlo fatto per quello serio!
E comunque, a prescindere dall&#039;eventuale dispersione di forze, la vostra campagna non mi piace per niente:
State mettendo il cappello su una battaglia comune, e lo trovo un atteggiamento vergognoso.

Ma voi pensate di poterlo fare perchè &quot;siete stati gli unici in Parlamento ad opporvi&quot;.
A parte il fatto che non è vero niente, perchè anche il PD ha votato contro.
Ma la cosa grave è che vi arrogate il diritto di decidere per gli altri e di mettere il cappello su tutto.
Solo per il fatto di avere dei parlamentari ( ma che non sono affatto &quot;gli unici ad opporsi&quot; nè tantomeno i migliori) vi sentite autorizzati a fare il cavolo che vi pare, anche delle scelte irresponsabili e scorrette come questo referendum.
E il bello è che per voi tutto questo è normale!
Il fatto che lei lo ribadisca e lo rivendichi significa che per voi questo è il modo giusto di far politica.
Ripeto, l&#039;ennesima prova di arroganza e di piccolezza della nostra classe politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Altre cose in sintesi:</p>
<p>-La confusione e la dispersione di forze ci sono già, perchè a livello nazionale c&#8217;è stata una rottura (tra l&#8217;IDV e il resto dei movimenti) e perchè ho già parlato con diversa gente che passando davanti al vostro banchetto ha pensato che stavate raccogliendo firme per il referendum serio.<br />
Voi potete anche parlare con quelli che firmano (ma poi bisogna vedere se lo fate solo a Cervia o anche nel resto d&#8217;Italia), ma tutti gli altri cittadini, invece?<br />
E se i vostri &#8220;colleghi&#8221; di Teramo, per dire, non dicono niente a chi firma? Come la mettiamo? Magari succede che una firma per il vostro referendum ed è convinto di averlo fatto per quello serio!<br />
E comunque, a prescindere dall&#8217;eventuale dispersione di forze, la vostra campagna non mi piace per niente:<br />
State mettendo il cappello su una battaglia comune, e lo trovo un atteggiamento vergognoso.</p>
<p>Ma voi pensate di poterlo fare perchè &#8220;siete stati gli unici in Parlamento ad opporvi&#8221;.<br />
A parte il fatto che non è vero niente, perchè anche il PD ha votato contro.<br />
Ma la cosa grave è che vi arrogate il diritto di decidere per gli altri e di mettere il cappello su tutto.<br />
Solo per il fatto di avere dei parlamentari ( ma che non sono affatto &#8220;gli unici ad opporsi&#8221; nè tantomeno i migliori) vi sentite autorizzati a fare il cavolo che vi pare, anche delle scelte irresponsabili e scorrette come questo referendum.<br />
E il bello è che per voi tutto questo è normale!<br />
Il fatto che lei lo ribadisca e lo rivendichi significa che per voi questo è il modo giusto di far politica.<br />
Ripeto, l&#8217;ennesima prova di arroganza e di piccolezza della nostra classe politica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su 3 referendum: ACQUA, NUCLEARE e LEGITTIMO IMPEDIMENTO di Pier Paolo Cecchi</title>
		<link>http://www.idvcervia.com/2010/05/01/3-referendum-acqua-nucleare-e-legittimo-impedimento/comment-page-1/#comment-39</link>
		<dc:creator>Pier Paolo Cecchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 15:34:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.idvcervia.com/?p=1259#comment-39</guid>
		<description>La verità è un&#039;altra.
Di Pietro si è improvvisamente sfilato dal Movimento per l&#039;Acqua Pubblica (a livello nazionale) perchè voleva essere nel comitato promotore (sempre per il discorso della visibilità) e non solo in quello sostenitore (come il resto dei partiti).
Qui c&#039;è tutta la cronologia degli eventi riportata da chi l&#039;ha vissuta in prima persona:
http://yespolitical.wordpress.com/2010/04/11/fronte-acqua-pubblica-idv-va-da-sola-al-referendum/

E poi questa storia che IDV ha presentato il suo quesito perchè gli altri hanno meno possibilità di passare il vaglio della Corte non ha proprio senso.
Se c&#039;era questo problema, bastava che Di Pietro proponesse di aggiungere il suo quesito agli altri 3 del movimento per l&#039;acqua, così da fare assieme la campagna referendaria (dato che tutti i 4 quesiti che ne sarebbero risultati non sono affatto in contraddizione tra di loro, anzi...).
Invece è partito da solo senza confrontarsi con nessuno.
Del resto, se il problema era questo, perchè non lo ha detto pubblicamente?
Evidentemente, la ragione per cui è partito da solo è tutt&#039;altra!
Anche perchè tutti i quesiti, compreso quello dell&#039;IDV, rischiano di essere rigettati dalla Corte Costituzionale.
In quel documento da Lei linkato si analizzano le debolezze dei tre quesiti del movimento per l&#039;acqua, ma si forniscono anche le risposte alle possibili obiezioni.
Anche il quesito dell&#039;IDV avrà i suoi punti deboli, ma Lei non li ha citati.
A solo titolo informativo, La pregherei di linkare qualche esperto autorevole ed indipendente in materia che affermi che il quesito dell&#039;IDV ha più possibilità di passare rispetto agli altri.

Detto questo, pur non conoscendomi, continua a parlare di un mio presunto &quot;astio&quot;.
E&#039; evidente che siamo di fronte alla solita tattica:
Fingersi vittime dell&#039;odio altrui.
Ho capito che smentire sarebbe inutile (tanto lei continuerebbe sulla sua linea, per quanto basata sul nulla), e allora le dico:
Anche se fosse?
Anche se fossi uno che ce l&#039;ha con voi, io sono un cittadino che vi pone delle domande e delle critiche.
E siccome siete un partito politico, mi dovete rispondere.
A prescindere dal fatto che io sia bello o brutto, simpatico o antipatico.
Punto.
E la smetta di mischiare questioni politiche con critiche personali, che è solo un modo per sviare l&#039;attenzione e confondere le acque.
L&#039;accusa di volermi porre a capo del movimento per l&#039;acqua è quanto di più falso ci possa essere:
Col mio gruppo (Sinistra per Cervia) ho proposto a tutte le forze politiche di fare un comitato per l&#039;acqua pubblica a Cervia, che non fosse sotto le bandiere di nessun partito o associazione (quindi neanche quella a cui appartengo!)
Non ho mai detto con nessuno di volerlo capeggiare, e non è neppure mia intenzione.
I protagonismi e l&#039;opportunismo li lascio volentieri al suo leader nazionale, visto che si sta specializzando in quelllo.

Quanto alla raccolta firme di Rifondazione con le sue bandiere, si è trattato di una loro iniziativa assolutamente indipendente e non concordata con gli altri gruppi (non lo dico in senso negativo, ma solo perchè non ne abbiamo parlato e hanno agito loro da soli).
Quindi capirà che nè io nè altri c&#039;entriamo alcunchè, e magari prima di addossarci responsabilità che non abbiamo avrebbe fatto meglio ad informarsi su chi c&#039;era.
Io personalmente sono per operare in un modo diverso, cioè fare un comitato per l&#039;acqua pubblica che agisca sul territorio solo coi suoi simboli, e non con le bandiere dei gruppi e dei partiti che aderiscono.
Poi può starci che qualcuno ogni tanto fa una raccolta firme per conto proprio, ma sempre in un contesto di coordinamento e collaborazione.
I referendum solitari e promozionali dell&#039;IDV, però, non vanno certo in questa direzione.
Mi auguro solo che a Cervia, dove possibile, si possa migliorare il desolante quadro nazionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La verità è un&#8217;altra.<br />
Di Pietro si è improvvisamente sfilato dal Movimento per l&#8217;Acqua Pubblica (a livello nazionale) perchè voleva essere nel comitato promotore (sempre per il discorso della visibilità) e non solo in quello sostenitore (come il resto dei partiti).<br />
Qui c&#8217;è tutta la cronologia degli eventi riportata da chi l&#8217;ha vissuta in prima persona:<br />
<a href="http://yespolitical.wordpress.com/2010/04/11/fronte-acqua-pubblica-idv-va-da-sola-al-referendum/" rel="nofollow">http://yespolitical.wordpress.com/2010/04/11/fronte-acqua-pubblica-idv-va-da-sola-al-referendum/</a></p>
<p>E poi questa storia che IDV ha presentato il suo quesito perchè gli altri hanno meno possibilità di passare il vaglio della Corte non ha proprio senso.<br />
Se c&#8217;era questo problema, bastava che Di Pietro proponesse di aggiungere il suo quesito agli altri 3 del movimento per l&#8217;acqua, così da fare assieme la campagna referendaria (dato che tutti i 4 quesiti che ne sarebbero risultati non sono affatto in contraddizione tra di loro, anzi&#8230;).<br />
Invece è partito da solo senza confrontarsi con nessuno.<br />
Del resto, se il problema era questo, perchè non lo ha detto pubblicamente?<br />
Evidentemente, la ragione per cui è partito da solo è tutt&#8217;altra!<br />
Anche perchè tutti i quesiti, compreso quello dell&#8217;IDV, rischiano di essere rigettati dalla Corte Costituzionale.<br />
In quel documento da Lei linkato si analizzano le debolezze dei tre quesiti del movimento per l&#8217;acqua, ma si forniscono anche le risposte alle possibili obiezioni.<br />
Anche il quesito dell&#8217;IDV avrà i suoi punti deboli, ma Lei non li ha citati.<br />
A solo titolo informativo, La pregherei di linkare qualche esperto autorevole ed indipendente in materia che affermi che il quesito dell&#8217;IDV ha più possibilità di passare rispetto agli altri.</p>
<p>Detto questo, pur non conoscendomi, continua a parlare di un mio presunto &#8220;astio&#8221;.<br />
E&#8217; evidente che siamo di fronte alla solita tattica:<br />
Fingersi vittime dell&#8217;odio altrui.<br />
Ho capito che smentire sarebbe inutile (tanto lei continuerebbe sulla sua linea, per quanto basata sul nulla), e allora le dico:<br />
Anche se fosse?<br />
Anche se fossi uno che ce l&#8217;ha con voi, io sono un cittadino che vi pone delle domande e delle critiche.<br />
E siccome siete un partito politico, mi dovete rispondere.<br />
A prescindere dal fatto che io sia bello o brutto, simpatico o antipatico.<br />
Punto.<br />
E la smetta di mischiare questioni politiche con critiche personali, che è solo un modo per sviare l&#8217;attenzione e confondere le acque.<br />
L&#8217;accusa di volermi porre a capo del movimento per l&#8217;acqua è quanto di più falso ci possa essere:<br />
Col mio gruppo (Sinistra per Cervia) ho proposto a tutte le forze politiche di fare un comitato per l&#8217;acqua pubblica a Cervia, che non fosse sotto le bandiere di nessun partito o associazione (quindi neanche quella a cui appartengo!)<br />
Non ho mai detto con nessuno di volerlo capeggiare, e non è neppure mia intenzione.<br />
I protagonismi e l&#8217;opportunismo li lascio volentieri al suo leader nazionale, visto che si sta specializzando in quelllo.</p>
<p>Quanto alla raccolta firme di Rifondazione con le sue bandiere, si è trattato di una loro iniziativa assolutamente indipendente e non concordata con gli altri gruppi (non lo dico in senso negativo, ma solo perchè non ne abbiamo parlato e hanno agito loro da soli).<br />
Quindi capirà che nè io nè altri c&#8217;entriamo alcunchè, e magari prima di addossarci responsabilità che non abbiamo avrebbe fatto meglio ad informarsi su chi c&#8217;era.<br />
Io personalmente sono per operare in un modo diverso, cioè fare un comitato per l&#8217;acqua pubblica che agisca sul territorio solo coi suoi simboli, e non con le bandiere dei gruppi e dei partiti che aderiscono.<br />
Poi può starci che qualcuno ogni tanto fa una raccolta firme per conto proprio, ma sempre in un contesto di coordinamento e collaborazione.<br />
I referendum solitari e promozionali dell&#8217;IDV, però, non vanno certo in questa direzione.<br />
Mi auguro solo che a Cervia, dove possibile, si possa migliorare il desolante quadro nazionale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

